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AIA fortissimamente AIA

AIA fortissimamente AIA

“L’AIA è un successo!” disse Pietro.

Per loro tutto scorre e il tempo cancella i ricordi. Ma noi di Terzastrada amiamo contraddire le usanze dell’amministrazione e dei partiti di maggioranza.

“L’AIA è un successo!” disse il Sindaco.

Non la mandiamo giù l’affermazione di un Sindaco di una città accondiscendente e di una maggioranza silente. Alla falsa informazione contrapponiamo la controinformazione, per descrivere il danno provocato alla salute del territorio e delle generazioni future.

Questo Sindaco ha la responsabilità di aver garantito, l’equivalente di un 4° gruppo a Torrevaldaliga Nord.

Ha la responsabilità della scelta di non aver prescritto con i poteri del Regio Decreto 1265/1934, quanto proposto nelle sue stesse “osservazioni e proposte di modifica e integrazione al parere istruttorio consultivo” e ancora prima nelle cosiddette 37criticità” della Centrale ENEL.

Il gigante dell’energia ringrazia con sponsorizzazioni di manifestazioni ludiche e sportive, donando ore d’aria in un carcere di massima sicurezza, senz’aria pura e senza suoli incontaminati.

Il nostro territorio offre la risposta ai 60 anni di servitù industriale, con le morti, le malattie, che i nostri amministratori  non comprendono, relegando la salute ad un problema di secondo ordine.

Prima gli equilibri politici. Prima le promesse. Prima loro.

Dopo, noi.

Inutile ricordare le mille parole e reazioni.

Inutile ricordare il Consiglio Comunale aperto, promesso per settembre, che non c’è stato.

Inutile ricordare la rivolta di SEL, che non c’è stata.

Aperture al dialogo critico non ne sono pervenute.

La città ha avuto solo parole (“La centrale chiuderà nel 2034!”). Parole che lasciano immutata la percezione dell’inadeguatezza di chi tenta di governare la città, perdendone di vista il centro di gravità: le persone.

 

Foto di Enrico Paravani©

Massimo Pantanelli

Autore: Massimo Pantanelli

La mia supposizione è che inciampi sul seguente interrogativo.

Massimo Pantanelli
Written by Massimo Pantanelli

La mia supposizione è che inciampi sul seguente interrogativo.

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