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Bastardi senza gloria

Bastardi senza gloria

«È oggi più che mai necessario parlare di paesaggio»

Chi afferma ciò è Salvatore Settis, un archeologo e storico dell’arte italiano, da sempre paladino delle battaglie per la tutela del territorio e della conservazione del patrimonio artistico culturale del nostro Paese, che si confronta con il baratro che separa i principi di difesa e tutela del territorio sanciti dalla Costituzione dalla realtà di degrado dello spazio che abitiamo.

«Il degrado di cui stiamo parlando non riguarda solo la forma del paesaggio e dell’ambiente, e nemmeno solo gli inquinamenti, i veleni, le sofferenze che ne nascono e ci affliggono». E’ una forma di declino complessivo delle regole del vivere comune, reso possibile da indifferenza, leggi contraddittorie (aggirate con disinvoltura) malcostume diffuso e monetizzazione di ogni valore.

Abbiamo ancora bisogno di verifiche? Di tragedie? Di crolli o frane per comprendere che si è arrivati al punto di non ritorno?

Indignarsi non basta più. Non serve scendere in piazza. Non serve nemmeno minacciare o scioperare. Serve una concreta azione dal basso. Serve dare pieno appoggio a chi ha a cuore la tutela del Patrimonio paesaggistico, reagire contro l’indifferenza che uccide la democrazia, contro la tirannia antipolitica dei mercati, rilanciare l’etica della cittadinanza intesa come senso di appartenenza.

È diventata urgente necessità puntare sul territorio inteso come garanzia di libertà pubblica e perno del diritto civile.

Riuscire a recuperare lo spirito comunitario per contrastare la devastazione del bene comune, imporre il dovere di salvaguardia da contrapporre al diritto di mercanzia, pensare anche alle generazioni future e non solo al qui ed ora.

Ambiente, patrimonio culturale, salute, ricerca, educazione incarnano valori di cui la Costituzione è il manifesto: libertà, eguaglianza, diritto al lavoro.

Se non si ridà forza e spessore alle rappresentanze governative, orientate verso il bene collettivo, il rischio è altissimo. La comunità dei cittadini è e deve restare protagonista principe delle scelte comuni. Chi sta seduto su quelle poltrone non è altro che delegato dal popolo per tutelare la salute, il lavoro, la vita sociale di ogni individuo. Che questo principio ritorni ad essere il perno attorno a cui ruota tutta l’attività dei rappresentanti.

Ricreare la cultura che muove le norme, ripristina la legalità, progetta il futuro.

Serve oggi una nuova consapevolezza, una nuova responsabilità. Una forte azione popolare in difesa della nostra unica ricchezza condivisa.

Che al Comune di Civitavecchia, in Provincia, in Regione, al Parlamento, lo tengano ben presente tutti! Nessuno escluso!

Come cittadini responsabili in prima persona, dobbiamo IMPORRE un’agenda politica centrata sul bene comune.

Il suo manifesto esiste già: è la Costituzione, basterebbe seguirla ed attenersi ai suoi articoli.

« Siamo figli di una genealogia che viene da lontano, dal “bonum commune communitatis” presente negli statuti medievali delle città italiane. Con la Rivoluzione francese e l’Illuminismo tutto questo si è collegato al discorso dell’interesse generale. Ricostruire quel filo è importante in questa fase, perché con il mio discorso voglio arrivare anche ai cittadini di destra. Ci sono dei valori fondamentali. Ci sono sindaci leghisti bravi e del Pd orribili, per quanto riguarda l’uso del suolo e la tutela del paesaggio».

S. Settis

Foto di Enrico Paravani ©

Autore: Enrico Paravani

Artigiano, produce tutto ciò che si ottiene dalla trasformazione del legno escluso barche e stuzzicadenti, blogger e fotografo per disperazione.

Enrico Paravani
Written by Enrico Paravani

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