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Sogno o son desto

Sogno o son desto

Il sogno è uno dei momenti creativi per antonomasia. Da sempre è una sorgente magica di idee e di suggestioni che gli artisti riversano nelle loro creazioni, rielaborandole o traendone spunti originali. Dario Argento, ad esempio, ne ha sempre ammesso la fondamentale importanza ispiratrice per i suoi films orrorifici. Ma è ancora più divertente analizzare il percorso inverso intrapreso da alcuni registi visionari che attuano una forma di ricostruzione artistica e cosciente dell’esperienza onirica; spesso le loro opere riescono a riproporre la surreale inquietudine dei nostri sogni così assurdi eppure intrisi di uno spiazzante realismo.

Mi viene in mente a tal proposito il regista Michel Gondry, poliedrico artista francese che nei suoi video musicali ha materializzato in modo efficace i paradossi fantasiosi delle visioni notturne; consiglio assolutamente di vedere, per chi non li conoscesse già, i bellissimi video musicali dei brani Human Behaviour di Bjork, dalle atmosfere tormentate e favolistiche, ed Everlong dei Foo Fighters che invece, seppur in modo spiccatamente ludico, riesce abilmente a mescolare la parodia dai toni grotteschi con un penetrante senso di inquietudine, supportando in modo geniale i cambi di ritmo di un pezzo rock trascinante. Due brani musicalmente bellissimi così come il loro supporto visivo, colorato e divertente, che nel primo caso gioca sulle ambientazioni e nel secondo sull’assurdità delle situazioni.

In campo fotografico, invece, ho recentemente scoperto l’opera del giovane Nicolas Bruno. Un lavoro sorprendente quello del giovane newyorkese che trae ispirazione dai suoi incubi notturni, causa frequente di bruschi risvegli dagli effetti paralizzanti: una vera e propria patologia di cui è affetto dall’età di 15 anni. Nicolas riesce a convertire questa terribile esperienza in immagini, realizzando opere intrise di atmosfere surreali che citano apertamente e con un lieve tocco di lirismo le intuizioni del grande Magritte. Foto mai brutali, accomunate da uno stile un po’ ovattato come lo possono essere i sogni dopo lo stordimento del risveglio. Una leggerezza estetica che contrasta con l’angosciosità dei temi proposti: acqua e fuoco come elementi potenzialmente ostili, stati di solitudine fisica o psicologica che sottolineano il disagio dell’esperienza inconscia, luci crepuscolari: tutti ingredienti piuttosto convenzionali che vengono però valorizzati da molte buone idee e da una confezione grafica davvero raffinata. Un gran bel lavoro per un autore così giovane.

Michele Galice

Autore: Michele Galice

Figlio di pittori, architetto, fotografo, mangiatore d'arte bulimico, intollerante al glutine, ai crostacei e alla mediocrità umana.

Michele Galice
Written by Michele Galice

Figlio di pittori, architetto, fotografo, mangiatore d'arte bulimico, intollerante al glutine, ai crostacei e alla mediocrità umana.

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