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#Filrouge: e luce sia!

#Filrouge: e luce sia!

Lo sguardo dell’astronauta è quello che più invidio, anche se mi terrorizza. E’ lo sguardo più solitario che esiste, e l’unico che può abbracciare tutto il mondo”.

Le parole di Grazia Toderi, artista tra gli esponenti più importanti della videoarte in Italia, trasmettono immediatamente un senso di stupore, la meraviglia di chi, guardando il cielo di notte si domanda l’origine dell’universo e di tutto ciò che lo circonda e gli è dato vedere.

E’ proprio di notte, quando l’assenza di luce rivela la distanza di città e costellazioni, che le opere di Grazia Toderi cominciano a prendere forma. Totalmente al buio e in completa solitudine l’artista lavora per il suo imponente archivio fotografico. Tante città, tanti punti di luce ripresi ovunque, in giro per il mondo o dal terrazzo di casa, destinati a sovrapporsi e stratificarsi per generare un’immagine unitaria. Il risultato finale è ipnotico e straniante. Le immagini, per lo più insediamenti urbani ripresi dall’alto, vengono proiettate su un muro in maniera sfalsata e a riproduzione continua.

La visione è accompagnata da un suono primordiale. Todari ama mescolare il rumore del mare con quello del vento e degli aeroplani. L’autrice immagina questo sonoro proveniente direttamente dalla nostra mente, capace di restituirci una dimensione cosmica. Possiamo allora scorgere nelle sue videoproiezioni, città lontanissime, luci che appaiono e scompaiono, che si moltiplicano, ma anche planisferi, mappe stellari e nebulose. Tutto si trasforma sotto gli occhi dello spettatore che si lascia catturare dal ritmo lento e ciclico delle immagini in loop, dai cerchi e dalle ellissi che inquadrano infiniti punti luminosi e ricordano tanto le orbite planetarie quanto quelle oculari.

L’universo è fuori di noi e dentro di noi, questo vuole comunicarci l’artista. Ci proietta verso mondi di abissale distanza ma contemporaneamente, fa pulsare la parte più recondita del nostro essere. La sua opera è un continuo interrogarsi sull’uomo e tutto ciò che esiste e che si muove intorno a lui. In questa ricerca incessante la luce diventa il suo strumento più importante, quello che le permette di osservare il mondo da lontano per abbracciare le infinite presenze umane che pure esistono ma che si annullano nell’astrazione di uno scintillio.

Luce e assenza di luce, la partita di Grazia Toderi si gioca tutta qui. E immediatamente giunge l’eco di un’altra grande artista fotografa, che attraverso l’uso sperimentale della camera oscura ha espresso tutta la sua poetica. Vera Lutter, tedesca trapiantata a New York in maniera coraggiosa e spregiudicata, sovverte gli schemi della fotografia tradizionale per restituirci un mondo di surreale bellezza. L’originalità del suo lavoro è profondamente legata all’uso della strumentazione fotografica. Le immagini di Vera Lutter nascono attraverso un processo lento e pianificato e sono uniche e irripetibili. Alla base di tutto ci sono le grandi dimensioni. L’apparecchio fotografico è sostituito da un container o da una stanza panoramica che vengono utilizzati come camera oscura.

All’interno di questi ambienti, completamente bui, è collocata della carta fotografica che viene raggiunta dalla luce di un minuscolo foro sul fronte opposto. La posa è lunghissima, può durare ore, giorni, settimane. Il risultato finale è di un fascino spettrale. I soggetti ripresi sono ambienti industriali e aree urbane dimesse, oppure nonluoghi della modernità come aeroporti e stazioni.

Questi appaiono nel loro aspetto vuoto e monumentale come gigantesche radiografie, fossili pervenuti da un’era glaciale, privi di vita e congelati nel tempo. La presenza umana non lascia traccia di sé, i movimenti troppo veloci non hanno il tempo di depositarsi sulla pellicola. Al più vengono registrate ombre e serie di traiettorie ripetitive.

Le opere di Vera Lutter sono di una nettezza chiaroscurale estrema, dipingono un mondo dai contorni essenziali, quasi astratto nel rigore delle forme, quasi metafisico nella visione capovolta della realtà. Luce allo stato puro, magnetica e fluttuante, che si tratti di visioni cosmiche e corali o di bianchissimi edifici stagliati su cieli di nero pece.

Per saperne di più:

Grazia Toderi

Vera Lutter

Autore: Silvia Castrati

L'arte è la mia vita vera, tutto il resto potrebbe anche non esistere...Tu anche fai parte del mio progetto artistico.

Silvia Castrati
Written by Silvia Castrati

L'arte è la mia vita vera, tutto il resto potrebbe anche non esistere...Tu anche fai parte del mio progetto artistico.

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