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Le fantasie di Pasqualino

Le fantasie di Pasqualino

La realtà riesce sempre a superare la fantasia.

Citiamo Pasqualino Monti, qualche giorno fa: “Sono convinto che lo scalo di Civitavecchia, dopo Piombino, sia quello più vicino all’isola del Giglio, con solo 2,5 miglia in più rispetto al porto toscano”.

Pasqualino non si contenta di misurare le distanze sulla carta: ne fa proprio esercizio di auto convincimento.

“La nave potrebbe essere trainata qui” aggiunge una volta che ha finito di convincersi ”e si potrebbe procedere a demolirla visto che il porto di Civitavecchia è già pronto per farlo”.

Caspita: nelle parole di Monti il porto è già pronto ad accogliere la Concordia!

Ci domandiamo allora:

  • se è stato redatto un piano di smaltimento dei rifiuti;
  • quale discarica accoglierà le tonnellate di rifiuti che verranno estratti dalla nave;
  • quali sono i tempi di autorizzazione e realizzazione “chiavi in mano” di un bacino di carenaggio di opportune dimensioni;
  • dove la nave verrà ormeggiata in attesa che detto bacino venga realizzato;
  • dove l’AP reputa di riuscire a reperire la manodopera specializzata nello smantellamento di grandi navi.

E’ di qualche tempo fa infatti uno studio che il Ministero delle Attività Produttive commissionò a Fincantieri, circa la fattibilità dello smantellamento nel porto di Palermo.

Fa riflettere, o meglio dovrebbe, la risposta che il leader della cantieristica navale italiana (e principale partner di Costa) diede al Ministero. Analizziamola insieme. Fincantieri nel dossier dichiara che:

  • per realizzare un bacino di carenaggio occorrerebbero “non meno di tre anni tra completamento dello studio, esecuzione del progetto, tempi di approvazione del Genio civile e degli altri enti preposti, inclusa la Corte dei conti”.
  • il bacino di Palermo accoglierebbe la nave per soli tre mesi, necessari a richiudere la falla e svuotare l’interno del relitto, (operazione che darebbe lavoro a circa 200 operai dell’azienda, attualmente in cassa integrazione)
  • Lo smantellamento vero e proprio, invece, avverrebbe in un cantiere mediterraneo, probabilmente turco (Aliaga), dove i costi di manodopera sono di gran lunga minori rispetto a quelli italiani.
  • su quest’ultima opzione ci sarebbe già la disponibilità del pool di assicuratori britannici che hanno in mano l’intera operazione di rimozione della nave.

Civitavecchia si candida a realizzare un’opera che la più esperta Palermo dichiara di non poter affrontare, in quanto inadeguata.

Pasqualino, ma sei proprio sicuro che Civitavecchia lo sia?

Foto di Enrico Paravani ©

Autore: TerzaStrada

La voce di chi sa che la forza degli uomini liberi sta nel pensiero e nella parola.

TerzaStrada
Written by TerzaStrada

La voce di chi sa che la forza degli uomini liberi sta nel pensiero e nella parola.

2 Comment responses

  1. Avatar
    aprile 07, 2014

    Su youtube sono disponibili i filmati di come smaltiscono le grandi navi in un porto turco: lanciandole a tutta velocitá contro la spiaggia con il loro carico di rifiuti tossici…
    http://youtu.be/QYltdonj2iE
    http://youtu.be/lOXt4xi8a2E
    Anche volendo pensar male dei civitavecchiesi non credo che non riescano a far di meglio. Si sono candidati anche porti con un costo della manodopera piú alto di quella italiana.
    E sul sito del porto di Civitavecchia c’é da tempo un progetto per un bacino di carenaggio pronto in pochi mesi dall’inizio lavori:

    http://www.portidiroma.it/sites/default/files/bacino-carenaggio_01.jpg.crop_display.jpg

    http://www.portidiroma.it/content/bacino-di-carenaggio

    Che poi sia fattibile e finanziabile bisognerebbe chiederlo ai tecnici del porto.

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  2. Avatar
    aprile 08, 2014

    già dimenticate le notizie dello scorso settembre?

    http://www.repubblica.it/cronaca/2013/09/19/news/la_nave_mostro_che_inghiottir_la_concordia-66847829/

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