Open top menu
Maglie strette

Maglie strette

Gente della Rete siamo in piena sbornia virtuale! Nessuno si senta esentato dall’alzare il calice e brindare al nuovo modo di intendere la res-pubblica!!!!!

Domattina ci si sveglierà tutti col solito giramento di testa (e non solo) che avvolge le nostre ultime mattinate e la bocca impastata come se si fosse mangiato un sacchetto di Vic 20!

Vedete, io mi sento italiano come voi, ma questa non è più la mia Italia, quella che ho imparato ad amare sui libri di De Amicis (rispolverate il libro Cuore ci sono pagine che veramente hanno dell’incredibile), di Verga, di Moravia, di Tondelli, la mia Italia è differente come dice un noto tormentone pubblicitario tanto in voga.

Un po’ straniero mi ci sono sempre sentito a dire la verità, ma ora più che mai mi sento di un altro pianeta, come fate a vivere lì sopra me lo chiedo ogni momento della mia buia sotterranea giornata. Ipnotizzati da un benessere ormai pressoché virtuale, osservo Zombie flautolenti ignari di camminare sull’orlo di un precipizio ad occhi bendati, tutti presi a correre dietro all’ultimo modello di cellulare o di diavoleria tecnologica che fa tanto trendy, dimentichi che il peggio non è per niente passato.

La Grecia, la Spagna, il Portogallo non sono poi così lontani, eppure a noi, ottimisti dentro, fanno venire in mente solo mete esotiche e turistiche, e allora gli “Indignados” sono una popolazione autoctona della Galizia, piazza Syntagma una cartolina da appendere all’album delle vacanze, e così via, mascheriamo tutto, buttiamo i cocci sotto il tappeto della sala trasformandolo in un percorso accidentato con dossi e cunette più impervie di un circuito per motocross.

Lo scorso anno è stato terribile, un giorno peggiore dell’altro, crisi, violenza, carestie, fame, disperazione,…e molto altro, ma noi impassibili, l’Europa in piazza? Noi al mare! Ora abbiamo Kiev con i morti in piazza e Noi a pensare movide nostrane.

Pensavo, sbagliandomi di non parlare più di mr. B, ma mi accorgo che sono tanti i mr. B che frequentano la nostra vita quotidiana, chi per un motivo chi per un altro, hanno preso qualcosa dal Caimano nazionale, sono schifato, la loro non è la mia Italia. Sguazzano in un Paese spogliato e offeso da arroganza, presunzione, egoismo, scelleratezza, miopia, devastato da corruzione e intolleranza, affossato da sprechi e caste, e vivono “alla Grande” con i loro Suv o Camper che siano.

Ora vi chiedo una piccola domandina, vediamo chi sa rispondermi: ma veramente credete che ci sia solo un mr.B?

Tempo fa invocai una vera Rivoluzione Culturale che partisse dal basso, da qui sotto, da questa grotta abbandonata dove si respira a fatica. Sto cercando una ad una, persone che sappiano amare la vita per quello che è e non per quello che ha, né colori né bandiere, solo Persone con la P maiuscola. So di non essere una persona esemplare, né tantomeno uno sciacallo, ma parlo di NOI plurale, non parlo di Io, IO. IO, lo lascio agli eredi di quegli yuppies che hanno contribuito al degrado o a quegli istrionici soggetti da palcoscenico che sanno solo dire “no, no,, non, o Stronzo e vaffanculo”.

I O I O è il verso dell’Asino, quell’Asino che ognuno dovrebbe aver il coraggio di allontanare dalla proprio anima e tornare al plurale NOI, una Rivoluzione non parte mai dal singolare, si sviluppa nella pluralità delle intenzioni.

Abbiamo un Paese allo sbando e non salvo nessuno, chi urla ha sempre torto, chi sta zitto fa ciò che più gli fa comodo, chi sta in finestra aspetta il momento migliore…

Ognuno il suo ruolo, ognuno la sua convenienza, nessuno si senta escluso!

“L’immaginazione si può paragonare al sogno di Adamo: si svegliò e lo trovò vero.” John Keats

Foto di Enrico Paravani ©

Autore: Enrico Paravani

Artigiano, produce tutto ciò che si ottiene dalla trasformazione del legno escluso barche e stuzzicadenti, blogger e fotografo per disperazione.

Enrico Paravani
Written by Enrico Paravani

Artigiano, produce tutto ciò che si ottiene dalla trasformazione del legno escluso barche e stuzzicadenti, blogger e fotografo per disperazione.

No comments yet.

No one have left a comment for this post yet!

Leave a comment