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#terzapoesia: Memoria

#terzapoesia: Memoria

Ne ricordiamo poco se non nulla di quegli anni, i racconti dei nostri nonni oramai cominciano a sbiadirsi nella mente. Nessuno ridarà mai la dignità a quegli esseri, maltrattati e annientati dal potere di un folle, seguito da una massa che ubriaca di follia ne seguiva le gesta. Rimane solo il rumore delle serrature, scatti che significavan la morte, movimenti meccanici che annientavano ogni essere presente. Dovremmo fermarci anche ai giorni nostri, tante democrazie vestite a festa hanno solo indossato le maschere della dittatura.

27 GENNAIO

Cenere, maledettamente fine
si insinua nelle narici
portando ancora rancore,
toccando il respiro fermo nelle prossimità del cuore.

L’inespressione della viltà
fa da contorno ai ricordi,
lontani focolai rivendicano ancora
maledettamente ipocriti quel gesto,
pochi sussulti assoggettano quel brulicar d’infamia.

Marce logore paventate
vessilli aizzati a mostrar la storia,
eletti che sciolinano
quel blaterar profano,
frega il nulla di cosa era
fan clamore talvolta quelle parole.

Questo immagina chi scrive…
Il boato delle serrature
rimaste alle spalle e dinanzi militi ignoti,
nel calore falso e deleterio
armando la scure per valorizzar la razza,
succubi uomini e infanti
della morte divenuta sorella.

Nulla ha mai ridato, in quella dignità persa… Il nulla è rimasto da allora.

Articolo e poesia di  Maurizio Spreghini, gennaio 2014

Foto di Enrico Paravani ©

Autore: TerzaStrada

La voce di chi sa che la forza degli uomini liberi sta nel pensiero e nella parola.

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