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#TerzaPagina: Clive Barker, Schiavi dell’Inferno

#TerzaPagina: Clive Barker, Schiavi dell’Inferno

Clive Barker (Liverpool, 5 ottobre 1952) è scrittore, regista, sceneggiatore e pittore inglese.

Il protagonista, Frank Cotton, è un uomo senza scrupoli, un edonista il cui unico scopo nella vita è quello di raggiungere il piacere assoluto, non importa come, non importa a spese di chi. L’occasione di perseguire il suo scopo si presenta quando trova il cubo di Lemarchand, o Scatola del Lamento, che secondo alcuni sarebbe capace di richiamare i Supplizianti o Cenobiti e aprire le porte di una dimensione parallela, dove sarebbe possibile raggiungere picchi di piacere che pochi umani hanno provato.

Ma in questa dimensione il concetto di piacere corrisponde al concetto umano?

Il soddisfacimento del piacere ad opera dell‘Ordine dello Squarcio, mai nome fu più appropriato, avviene attraverso il dolore, la sofferenza e le lacerazioni della carne. Ignaro di ciò Frank risolve l’enigma della scatola e richiama i Supplizianti, annunciati da odore di vaniglia e putrefazione. Una volta evocati non si può sfuggire loro, Frank presto scopre che la morte sarebbe un piacere rapportata alle torture che sta subendo, ma in questa dimensione non si può morire.

L’occasione per sfuggire al supplizio si presenta quando nella casa dove è stata portata a termine l’evocazione si trasferiscono il suo odiato fratello e sua moglie Julia, una sempliciotta, con la quale, anni addietro, aveva avuto una relazione. Riesce a manifestarsi a lei e senza incontrare troppe resistenze riesce a renderla sua schiava e la costringe a procurargli sangue e carne umana, per poter riacquistare il suo corpo e sfuggire ai suoi guardiani… Nessuno però riesce ad immaginare le conseguenza della passione di Julia e della sua cocciuta e folle volontà di ricongiungersi a Frank.

Clive Barker attraverso una narrazione lineare e fortemente evocativa riesce a spaventare ed angosciare il lettore, le torture sono epidermiche fatte di ganci e lacerazioni, senza troppi giri di parole ci troviamo catapultati in un immaginario da incubo possiamo quasi toccare le catene, il sangue e le viscere. Il cubo di Lemarchand, come un moderno Vaso di Pandora, una volta risolto è capace di liberare i mali del mondo… L’universo parallelo, l’Ordine dello Squarcio sembrano quasi essere una trasposizione delle possibile conseguenze della ricerca del benessere che da sempre l’uomo brama. Ma il benessere ha sempre delle conseguenze, spesso e volentieri queste conseguenze le subiscono le persone “ultime” quelle che non hanno potere, allora è giusto chiedersi quanta sofferenza siamo disposti ad infliggere, ancora, in nome del nostro benessere?

Autore: Elia Stella Perrone

Venditrice per necessità, divoratrice di libri per sopravvivenza, quasi improvvisattrice per sfida.

Elia Stella Perrone
Written by Elia Stella Perrone

Venditrice per necessità, divoratrice di libri per sopravvivenza, quasi improvvisattrice per sfida.

1 Comment responses

  1. Avatar
    giugno 04, 2016

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