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#TerzaPagina: Franz Kafka, Il Processo

#TerzaPagina: Franz Kafka, Il Processo

Franz Kafka, (Praga, 3 luglio 1883 – Kierling 3 giugno 1924), è stato scrittore cecoslovacco di lingua tedesca.

Il romanzo è suddiviso in 10 capitoli ai quali Kafka ha lavorato dal 1914 al 1915, revisionati fino al 1917. L’opera è stata data alle stampe nel 1925 sebbene incompiuta, gli unici capitoli completi sono quello iniziale e quello finale, contrariamente alla volontà di Kafka che avrebbe voluto che l’opera fosse bruciata.

Il protagonista del romanzo è “K.” un impiegato bancario. Una mattina due uomini si presentano a casa sua e lo dichiarano in arresto, così K. Scopre di essere imputato in un processo. Convinto che si tratti di un errore decide di intervenire per risolvere quello che pensa essere un malinteso. Tuttavia si rende conto che il processo nei suoi confronti è in corso. Inizialmente tenta di affrontare il processo in maniera logica e pratica, qualità che possiede per via del suo lavoro. Ma le modalità e le tempistiche del processo non gli vengono mai rivelate nemmeno il reato di cui è accusato. Decide di affidarsi ad un avvocato il quale sembra, però, procedere con la stessa “fumosità” e poca chiarezza del tribunale e mette in atto iniziative che K. Non è in grado di capire, quindi decide di rimuovere il suo difensore. Senza nessun preavviso K. Viene prelevato da due agenti del tribunale che lo conducono in un cava dove verrà giustiziato. Così muore K. Con una condanna inflitta da un tribunale che non lo ha mai informato del reato di cui era accusato e non gli ha mai fornito alcun elemento per attuare una vera difesa.

Nonostante il titolo; “Il processo”, che ci fa pensare alla chiarezza di un qualcosa regolato da leggi e regole, ci troviamo di fronte ad un’ ordinaria amministrazione dell’assurdo. Nell’opera non c’è traccia di un processo come lo intendiamo noi, fatto di indagini, perquisizioni, interrogatori… Ma ci troviamo di fronte ad un rito quasi invisibile, condotto da non si sa chi, non si sa dove con instancabile coscienziosità.

Il ritmo della scrittura è ossessivamente monotono, frammentato, angoscioso, i personaggi non sono definiti, tant’è che non sappiamo nemmeno il cognome del protagonista, questa parzialità della scrittura non è dovuta all’incompiutezza dell’opera, ma al preciso intento di voler smontare qualsiasi punto di riferimento certo del lettore. A poco a poco, veniamo trascinati in questo meccanismo diabolico e tremendo perché non è dispotico, non limita, non impone e non incatena, il nostro protagonista, infatti, non finisce in carcere, ma la gabbia viene costruita intorno a lui. La sua mente comincia a vacillare, la sua solitudine è assoluta e va incontro al suo destino senza quasi più lottare. La sua colpa è quella di rifiutare di essere colpevole e nel silenzio di un dio che non si rivela più passa dalla tenebra della vita alla tenebra della morte.

Kafka sembra metterci di fronte all’assurdità delle regole che abbiamo creato convinti che ci avrebbero aiutato a vivere meglio in armonia e prosperità ma che invece sembrano essere sfuggite al nostro controllo, forse per colpa della sete di potere e l’avidità di pochi, fino a che non ci siamo trovati rinchiusi in una gabbia che noi stessi ci siamo costruiti. La nostra più grande colpa è quella di non riconoscere che siamo complici di questo sistema assurdo perché il nostro silenzio, il nostro non intervento, il nostro accettare passivamente, è una Colpa. E se non vogliamo finire come “K.” se non vogliamo vivere nella tenebra, che noi stessi abbiamo creato, è giunto il momento di riprendere in mano la nostra vita attraverso scelte consapevoli atte a distruggere quelle stesse regole, di cui quasi non capiamo più la ragione e il funzionamento, che stanno oscurando le nostre esistenze.

Foto di Enrico Paravani ©

Autore: Elia Stella Perrone

Venditrice per necessità, divoratrice di libri per sopravvivenza, quasi improvvisattrice per sfida.

Elia Stella Perrone
Written by Elia Stella Perrone

Venditrice per necessità, divoratrice di libri per sopravvivenza, quasi improvvisattrice per sfida.

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