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#TerzaPagina: Virginia Woolf, Una Stanza Tutta per Sé

#TerzaPagina: Virginia Woolf, Una Stanza Tutta per Sé

Adele Virginia Woolf, (Londra, 25 gennaio 1882 – Rodmell, 28 marzo 1941), è stata scrittrice, saggista e attivista britannica.

“Chi mai potrà misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando rimane preso e intrappolato in un corpo di donna?”

Nell’autunno del 1928 Virginia Woolf tenne due conferenze sul tema Le Donne e il Romanzo. Quest’esperienza la spinge ad elaborare le sue riflessioni sull’universo femminile e la creatività letteraria. Il risultato è questo meraviglioso saggio “Una stanza tutta per sé”.
La meraviglia di questo libro sta nella possibilità di assistere, è stato scritto come un flusso di pensiero, un dialogo ideale con alcuni grandi della letteratura, alla formazione del pensiero della scrittrice che con grande ironia e senso critico analizza la rivendicazione dei diritti femminili, la posizione subalterna che ha relegato, per secoli, le donne al solo ruolo di figlie, sorelle, madri e mogli e la triste condizione in cui si trovano le donne del suo tempo specie se sono colte e interessate alle arti, da qui l’indignazione per il ruolo privilegiato degli uomini in tutti i campi, non solo nelle arti.

“La sola cosa che posso fare è offrirvi un punto di vista: se vuole scrivere romanzi, la donna deve avere del denaro e una stanza tutta per sé”.

Ecco cosa consiglia Virginia alle donne dei suoi tempi costrette a stare lontane dalla scrittura a causa di idee obsolete, pregiudizi maschili e aspettative attribuite dalla società. Dalle sue righe traspare tutta la rabbia per i pregiudizi che hanno offuscato la narrativa di brave, potenziali, scrittrici. Per scrivere è necessaria l’indipendenza economica e quella mentale che ne consegue.

“Quando le donne avranno una stanza tutta per sé, non quella stanza in cui sono state rinchiuse per secoli a sognare il mondo al di fuori, ma il luogo, fisico e metaforico, in cui potersi allontanare dalle interruzioni della vita domestica, da coloro che consigliano, ordinano, giudicano, allora potranno essere se stesse (…)”.

Virginia Woolf ci parla di donne e letteratura ma questo saggio è un inno alla libertà dai pregiudizi e dai giudizi che la società ci ha ormai abituato ricevere, la libertà è la chiave della realizzazione della propria forza creativa, tramite lo scrivere, l’arte in genere o la semplice realizzazione professionale.

E’ cambiata la situazione della donna oggi?

I pregiudizi, di cui ci parla la scrittrice, non sono stati del tutto superati, sono stati fatti passi in avanti, sia nel mondo del lavoro sia nel rapporto tra uomo e donna. Ma disparità e ingiustizie sono ancora forti. Forse quando si radicherà in noi il concetto che l’affermazione dell’identità femminile non è né in contrasto né in contraddizione con l’identità maschile, ma è solo un sacrosanto diritto di veder realizzati i propri sogni e le proprie aspirazioni, allora, forse, un giorno potremmo parlare di parità.

Foto di Enrico Paravani©

Autore: Elia Stella Perrone

Venditrice per necessità, divoratrice di libri per sopravvivenza, quasi improvvisattrice per sfida.

Elia Stella Perrone
Written by Elia Stella Perrone

Venditrice per necessità, divoratrice di libri per sopravvivenza, quasi improvvisattrice per sfida.

5 Comment responses

  1. Avatar
    marzo 09, 2014

    Stavo oggi andando da solo per la mia strada e, nell’ora in cui il sole tramonta, incontrai una vecchia donnetta che parlò così alla mia anima: «Molte cose ha detto Zarathustra anche a noi donne, ma mai ci ha parlato della donna».

    E io replicai: «Della donna si deve parlare solo agli uomini».

    «Parla anche a me della donna, ella disse, io sono abbastanza vecchia da dimenticare subito ciò che dirai».

    E io compiacqui alla vecchia donnetta, e così le parlai: Tutto nella donna è un enigma, e tutto nella donna ha una soluzione: questa si chiama gravidanza.

    L’uomo è per la donna un mezzo: lo scopo è sempre il figlio. Ma che cos’è la donna per l’uomo?

    Due cose vuole l’uomo autentico: pericolo e giuoco. Perciò egli vuole la donna, come il giocattolo più pericoloso.

    L’uomo deve essere educato per la guerra e la donna per il ristoro del guerriero: tutto il resto è sciocchezza.

    Al guerriero non piacciono frutti troppo dolci. Perciò gli piace la donna; anche la donna più dolce è amara.

    La donna intende i bambini meglio di un uomo, ma l’uomo è più bambino della donna.

    Nell’uomo autentico si nasconde un bambino: che vuol giocare. Orsù, donne, scopritemi il bambino nell’uomo!

    Un giuoco sia la donna, puro e gentile, simile alla pietra preziosa, illuminato dalle virtù di un mondo che ancora non è.

    Il raggio di una stella splenda nel vostro amore! La vostra speranza sia: «Possa io partorire il superuomo!».

    Nel vostro amore sia audacia! Col vostro amore dovete assalire colui che vi incute timore.

    Nel vostro amore sia il vostro onore! Altrimenti, la donna capisce poco l’onore. Ma questo sia il vostro onore, amare sempre più di quanto non siate amate, e mai essere le seconde.

    L’uomo tema la donna, se ama: ella compie ogni sacrificio, e ogni altra cosa è per lei priva di valore.

    L’uomo tema la donna, se odia: giacché in fondo all’anima l’uomo è solo malvagio, mentre la donna è cattiva.

    Chi odierà al massimo la donna? – Così disse il ferro alla calamita: «Io ti odio al massimo perché attrai e non sei abbastanza forte da tirare a te».

    La felicità dell’uomo dice: io voglio. La felicità della donna dice: egli vuole.

    «Ecco, il mondo è diventato perfetto!» – pensa una donna, quando obbedisce nella pienezza d’amore.

    E la donna deve obbedire e trovare la profondità per la propria superficie. L’animo della donna è superficie, una membrana mobile e tempestosa sopra un’acqua bassa.

    L’animo dell’uomo invece è profondo, la sua corrente scorre in caverne sotterranee: la donna ne intuisce la forza, ma non la capisce. A questo punto replicò la vecchia donnetta: «Molte cose gentili ha detto Zarathustra, specie per quelle che sono giovani per tali cose.

    Strano, Zarathustra conosce poco le donne, eppure ha ragione su di loro! Avviene ciò, perché nella donna nulla è impossibile?

    E ora prendi per ringraziamento una piccola verità! Sono abbastanza vecchia per dartela!

    Avvolgila e tienile la bocca tappata: altrimenti strillerà a squarciagola, questa piccola verità».

    «Dammi, donna, la tua piccola verità!» dissi. E così parlò la vecchia donnetta: «Vai dalle donne? Non dimenticare la frusta!».

    Così parlò Zarathustra di Friedrich Nietzsche

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  2. Avatar
    marzo 09, 2014

    A questo punto, Paragnosta, Parafango, Paravento, ti aspetti una risposta acida da qualche femminista offesa per tal commento.

    E invece ti dovrai accontentare di un invito ad avere almeno la decenza di firmarti con lo stesso nick-fake, visto che sul coraggio di mettere nome e cognome non possiamo in nessun modo sperare.

    Sai, ho un parente che ragiona più o meno come te. Sapere che il suo sangue scorre nelle mie vene mi fa venire i brividi ogni mattina. E’ il suo sottovalutare le donne, soprattutto quelle della sua famiglia, che lo sta facendo avvicinare pericolosamente ad una figuraccia cosmica.

    Sono i rischi del sottovalutare l’intelligenza delle persone, al di là del loro sesso. 🙂

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  3. Avatar
    marzo 09, 2014

    Per aver citato Nietzsche non significa condividerlo, tutt’altro. Mi spiace per il tuo mal stimato parente,che poi si dimostra di non fare mica tanto una brutta fine, se va incontro ad una figuraccia cosmica dal momento che sicuramente ha perso da tempo il senso della vergogna. E poi il mio nick-fake nasce da una mia profonda e rispettabile idiosincrasia contro un dilagante protagonismo che invade ogni mezzo di diffusione di massa.
    Se avessi sottovalutato la Vs apprezzata intelligenza non starei qui a rispondere. Senza Rancore!

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      marzo 10, 2014

      signor “paravento” mi dispiace dirlo ma la sua “profonda e rispettabile idiosincrasia…….” mostra una strana contraddizione: da una parte non le piace il protagonismo dilagante e dall’altra cerca con questi commenti visibilita’.
      sara’ che non amo chi non si firma…… si, la mia è idiosincrasia verso i falsi o fake, come uno li vuole definire…..

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      marzo 10, 2014

      Sai, ti immagino seduto su una poltroncina blu a parlare di autori e circondato da libri, non so perché, mi sovviene questa immagine…

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