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Una lezione di stile: Jeanloup Sieff

Una lezione di stile: Jeanloup Sieff

La prima monografia che ho acquistato nella mia vita è stata quella di Jeanloup Sieff e fu amore a prima vista. Ancora ricordo il mio stupore, sfogliando le pagine del catalogo, nello scoprire una rassegna di immagini, tutte indimenticabili, che spaziavano dal glamour alla pubblicità, dal ritratto al paesaggio, con una varietà di generi che non avevo mai riscontrato fino a quel momento in un solo autore. Fu soltanto dopo la rivelazione di un talento così abbacinante che capii veramente quanto alcune di quelle immagini avessero condizionato la cultura fotografica del tempo rinnovandone forma e contenuto. Sieff è stato uno dei maestri indiscussi del Novecento ed ha lasciato un segno indelebile al pari di altri grandi autori molto versatili come quell’Ernst Haas al quale ho voluto rendere omaggio qualche settimana fa in un’altra recensione.

Ancora oggi Sieff è uno dei miei fotografi preferiti e rappresenta un granitico punto di riferimento per una tecnica e uno stile che sono stati elementi centrali del suo strepitoso contributo artistico. Un approccio modernissimo, il suo, basato su una cura maniacale della post produzione seguita con un’accuratezza che ha precorso i tempi: inconfondibile il taglio aggressivo delle sue foto esaltato dall’uso frequente di ottiche grandangolari che nel settore della moda si impose come una vera innovazione. Era solito applicare con abilità in fase di stampa la mascheratura, la bruciatura e la vignettatura, oltre che un efficace restringimento dei bordi dell’immagine: otteneva così un modo personale e molto energico per centrare l’attenzione dell’osservatore sugli elementi focali e costitutivi della composizione. I suoi paesaggi, grazie a questi accorgimenti, risaltano di una intensità drammatica: faceva costantemente ricorso ad una saturazione delle ombre quasi esasperata, ad un contrasto talmente vigoroso da conferire una cifra stilistica inconfondibile ad ogni suo scatto, a prescindere che stesse riprendendo una duna del deserto o il vestito di una mannequin.

Sieff è ancora oggi sinonimo di eleganza, essenzialità e precisione. Si impose presto nel mondo della moda e del glamour, di cui divenne una figura emblematica, grazie a numerose collaborazioni di enorme prestigio con testate come Elle, Look, Glamour, Vogue, Queen. Il nudo femminile è stato il suo maggiore campo di ricerca e di sperimentazione, grazie ad uno stile ironico e sensuale che ha fatto scuola. Nudi bellissimi per la loro originalità sottolineata da allestimenti innovativi e talvolta divertenti. Un approccio privo di convenzionalità che ha valorizzato il corpo delle modelle avvicinandolo in modo trasgressivo ma senza privarlo di naturalezza. Le sue donne non sono algide, assenti e statuarie come quelle di Helmut Newton, sono ragazze con la loro personalità corporea, talvolta non priva di lievi difetti, veri e pulsanti. Forme eleganti, riprese con occhio complice e un lieve tocco di umorismo, dosato con precisione e buon gusto, che esalta la verità della loro presenza. Il nudo di Sieff è sempre erotico, mai volgare. Quando lo scatto non esigeva un’attenzione centrale sulla modella per ragioni commerciali, lo sguardo di Sieff ricercava la sensuale bellezza del corpo come valore assoluto che trattava come fosse vero paesaggio; oppure riusciva a dare il giusto risalto ad un viso che esprimeva in quell’istante la propria emotività.

Eppure, nonostante la celebrità acquisita con questo genere di lavori, Sieff ha lasciato il segno anche nel reportage, nel ritratto e nel paesaggio. Indimenticabili gli scatti che ritraggono una giovanissima Catherine Deneuve e un esilarante Alfred Hitchcock: omaggi che spiccano in una moltitudine interminabile di altri ritratti, tutti intensi, vitali e importanti. Meraviglioso il reportage sulla Death Valley negli Stati Uniti ripreso negli anni ‘70 e rimasto nella storia della fotografia: tra i più belli che mi sia mai capitato di vedere, intriso di lirica bellezza, vera lezione di arte e poesia che mette in secondo piano, da questo punto di vista, perfino i capolavori di Adams, sicuramente meno espressivi. Chi ama la fotografia non può prescindere da Sieff e non può esimersi dal ringraziarlo, ancora e sempre, per l’eredità che ci lasciato.

Michele Galice

Autore: Michele Galice

Figlio di pittori, architetto, fotografo, mangiatore d'arte bulimico, intollerante al glutine, ai crostacei e alla mediocrità umana.

Michele Galice
Written by Michele Galice

Figlio di pittori, architetto, fotografo, mangiatore d'arte bulimico, intollerante al glutine, ai crostacei e alla mediocrità umana.

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