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#L’ATALANTE: Una storia vera

#L’ATALANTE: Una storia vera

Nel 1994, Alvin Straight, all’età di 73 anni, decide di percorrere 507km attraverso l’America per andare a trovare suo fratello colto da un infarto, e lo fa con l’unico mezzo a sua disposizione, un tosaerba.

David Lynch viene a conoscenza del fatto attraverso un articolo del New York Times del 1994 e da qui nasce il film.

Una storia “rettilinea”, a differenza di altri film di Lynch, una profonda metafora sulla vita e sul modo di affrontarla. Ogni scena, ogni parola, tutto è essenziale metafora di vita.

Un viaggio lento ed ostinato quello di Alvin, su un mezzo lento che gli permette di ammirare e riflettere sul “viaggio vita” incrociandone le tappe essenziali: la nascita, la gioventù, la famiglia e la vecchiaia. Un percorso verso l’espiazione dei pesi della vita di un anziano che cerca di ricucire un rapporto profondo col fratello con cui ha vissuto anche momenti difficili.

I lenti movimenti di macchina accompagnano il viaggio di Alvin attraverso i campi di granturco dello Iowa mentre lui gusta tutto il sapore del poco tempo che gli resta da vivere. Ostinato e determinato a raggiungere il suo obiettivo, non lascia conti in sospeso ed è pronto a chiudere il cerchio della vita. Una storia semplice, ricca di sentimenti, di umanità, mai banale. Una riflessione sulla vecchiaia, sulla memoria e sulla condivisione della stessa.

Grazie a Lynch impariamo ad apprezzare e gustare ogni istante al fianco di Alvin, seduti sul tosaerba, e quasi ci dimentichiamo che quanto accaduto è reale. Una fiaba moderna apprezzata ancor di più grazie all’interpretazione di Richard Farnsworth (Alvin Straight), che fece lo stuntman per tutta la vita ed interpretò il protagonista soffreddo atrocemente: un anno prima dell’inizio delle riprese gli fu diagnosticato un cancro alle ossa allo stadio terminale e, come Alvin che attraversa lentamente 507km, Richard affronta l’ultimo film che lo porterà alla nomination all’Oscar.

Spesso dimentichiamo l’importanza dell’istante che stiamo vivendo, ci ancoriamo al passato ed osserviamo il futuro, dimenticando completamente il presente. Alvin, differentemente da questo, ricorda ciò che è stato ed è consapevole che il suo futuro è breve, così gusta profondamente ogni respiro che gli resta, perché quello è un momento unico ed irripetibile.

Ogni nostra azione ha una conseguenza e quindi le nostre scelte hanno grande importanza.

Autore: Alessandro Nicolò

Mangio fotografia a colazione, per pranzo del teatro e a cena mi faccio scorpacciate di cinema.

Alessandro Nicolò
Written by Alessandro Nicolò

Mangio fotografia a colazione, per pranzo del teatro e a cena mi faccio scorpacciate di cinema.

1 Comment responses

  1. Avatar
    gennaio 18, 2014

    Nei miei 10 film preferiti, e poi io adoro Lynch.

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