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Privati del Cimitero

Privati del Cimitero

L’Eurispes ci ricorda che ben 14 milioni di piccoli o grandi animali da compagnia allietano le case del 42% degli italiani.

Veri compagni di vita di moltissimi italiani, i nostri amici hanno però pressoché inevitabilmente una vita dalla durata tanto più breve della nostra, cosicché è destino frequente che, dopo anni, ci si misuri con l’esigenza di dare degna sepoltura al loro corpicino, che certo non merita d’essere semplicemente smaltito come un banale rifiuto.

Si sente quindi l’esigenza di istituire cimiteri animali, che consentano ai proprietari di far visita alle spoglie per trovare conforto dinanzi al dolore dell’addio.

Al netto di mirabolanti promesse da campagna elettorale, proviamo però a spiegare quali sono le difficoltà che le Amministrazioni Comunali trovano nell’approvare cimiteri per i nostri amici animali.

Il Regolamento Europeo 1069/2009, che definisce gli animali domestici come “appartenenti a specie abitualmente nutrite e detenute, ma non consumate dall’uomo a fini diversi dall’allevamento”, disciplina anche il destino delle spoglie dei nostri compagni pelosi o pennuti.

In Italia questa normativa è stata recepita dal decreto legislativo 186 del 01/10/2012 e prevede, come modalità sistematica di gestione delle spoglie, il loro trasporto ed incenerimento, assimilando quelli da compagnia agli “animali da reddito” ossia alle specie destinate al consumo umano.

Definite “sottoprodotti” di origine animale, le spoglie andrebbero quindi sottoposte ad incenerimento come rifiuti speciali non pericolosi.

L’art 19 sancisce però una deroga, solo quando l’Autorità competente lo consenta e sia appurata l’assenza di rischio infettivo, al sotterramento degli animali da compagnia ed equidi.

Scavando tra le leggi regionali si trova la legge 34 del 1997 che, all’art. 7 comma 1 e 2 stabilisce che il Comune possa concedere in comodato, sia ad associazioni di volontariato animalista che a privati, appositi terreni recintati preposti all’uso di cimiteri animali, purché questi gestiscano e costruiscano tali strutture a proprie spese.

Le garanzie che le Autorità competenti devono assicurare sono:

  • la distanza minima dalle abitazioni o centri abitati (minimo 200mt),
  • la chiusura della zona in modo che altri animali carnivori non possano accedervi,
  • garanzie contro il rischio di inquinamento della falda acquifera e contro il rischio di trasmissione di patogeni.

La mancanza di fondi e le difficoltà logistiche imposte dalla Legge per la costruzione dei cimiteri per animali hanno fatto sin qui desistere molti Comuni dal portare avanti progetti di questo genere.

Ben comprendiamo l’utilità della creazione di zone di sepoltura dei nostri amici pelosi, sia per il loro ruolo sociale sempre più importante sia per una forma di rispetto e riconoscenza per l’affetto e la gioia che ci hanno concesso per anni. Occorre però ricordare il pericolo che anche in questo caso si persegua la solita logica di favore verso la speculazione privata, che  sfruttando i sentimenti che nascono tra gli animali da compagnia e l’uomo, generi una lucrosa e lugubre condizione di monopolio.

Foto di Enrico Paravani©

Autore: Gian Marco Timidei

Laureato a Perugia nel 1999 in Medicina Veterinaria, mi sono occupato in principio di temi legati all'ambiente, biodiversità, recupero di aree marginali e rapporto tra zootecnia e animali selvatici in ambiente protetto collaborando con l'UE, l'ENEA e l'Universita' di Perugia. Ho collaborato con diverse strutture veterinarie del Lazio, Toscana e Umbria come chirurgo dei tessuti molli. Dal 2001 al 2005 ho collaborato nell'approfondimento di tematiche di "bioetica e ricerca" con l'Università del Sacro Cuore di Roma, l'ospedale Bambin Gesu' di Roma e Campus degli studi Università di Pomezia. Dal 2003 direzione sanitaria presso ambulatorio Veterinario Tirreno, Civitavecchia.

Gian Marco Timidei
Written by Gian Marco Timidei

Laureato a Perugia nel 1999 in Medicina Veterinaria, mi sono occupato in principio di temi legati all'ambiente, biodiversità, recupero di aree marginali e rapporto tra zootecnia e animali selvatici in ambiente protetto collaborando con l'UE, l'ENEA e l'Universita' di Perugia. Ho collaborato con diverse strutture veterinarie del Lazio, Toscana e Umbria come chirurgo dei tessuti molli. Dal 2001 al 2005 ho collaborato nell'approfondimento di tematiche di "bioetica e ricerca" con l'Università del Sacro Cuore di Roma, l'ospedale Bambin Gesu' di Roma e Campus degli studi Università di Pomezia. Dal 2003 direzione sanitaria presso ambulatorio Veterinario Tirreno, Civitavecchia.

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