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San Valentino e gli scambisti di (e)mozioni

San Valentino e gli scambisti di (e)mozioni

Ieri mattina, come tutte le mattine, mi stavo facendo la doccia.
Mi arriva una chiamata di uno che conta nell’opposizione e rispondo con uno di quei messaggi di testo con scritto: “posso chiamarti più tardi?”
Mi risponde: “ciao… Mi chiami please. Argomento Mozione Riccetti”
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fabio
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Lo richiamo appena finito e mi chiede, visto che secondo lui avevamo già pronta la mozione per la sfiducia alla Presidente Riccetti,  se potevo aiutarlo a scriverne una per evitare un qualsiasi errore.
Sottolinea, nella lunga conversazione, che l’opposizione intera era arrabbiata con la Presidente perché non stava rispettando i patti e che avevano incaricato lui di scriverla.
Infatti, da quello che lui mi ha detto al telefono, ogni volta la Riccetti garantiva le tre firme per la sfiducia al sindaco Cozzolino, ogni volta non si presentava, compresa la scorsa settimana, ed era solita ogni volta “alzare il prezzo” (non so a cosa si riferisse ma dopo mi ha fatto capire che parlava di incarico politico).
Ho avuto la sensazione che volessero tirarmi dentro la questione per poi dire alla Riccetti che il movimento, tramite me, stava scrivendo la sfiducia nei suoi confronti.
Probabilmente facendo questa cosa avrebbero provato ad accelerare i tempi, ormai troppo stretti, per la sfiducia al sindaco Cozzolino, convincendola che passavamo ai fatti.
Al tizio ho risposto con testuali parole: “l’avete voluta? Ora ve la prendete nel culo. Io non vi aiuto a fare nulla. Sono problemi vostri”.
Lui stupito mi ha detto che avremmo fatto una figuraccia a non sfiduciarla ma sinceramente a me del Presidente non importa molto.
Facendo questo gioco non hanno però considerato le possibili reazioni di quella telefonata.
Forse puntavano al mio temperamento “focoso” e la mia (secondo loro) poca intelligenza.
Non ho fatto altro che uscire di casa, recarmi in comune, bussare alla porta del presidente Riccetti e raccontare tutto l’accaduto mostrandole anche il messaggio che mi era stato inviato, sottolineandole che il problema non era mi ma suo e dei suoi amici e che a mio avviso si doveva dimettere e non essere sfiduciata.
Le ho detto che, anche se sono uno stupidotto, mi era chiaro che se non avesse votato al più presto la sfiducia al Sindaco i suoi nuovi amici l’avrebbero cacciata.
Lei mi ha sottolineato come l’opposizione sia piena di incompetenti e che gli avrebbe fatto vedere lei come avrebbe alzato la mano in una mozione in consiglio comunale o come avrebbe messo la firma (facendomi intendere che non si sarebbe piegata alla minoranza).
A mio avviso, ma ripeto che io non capisco nulla, ero davanti ad un ricatto bello e buono e non mi sono prestato al giochetto di ignobili personaggi.
Ognuno è libero di scegliere l’esercito con cui combattere.
Io non andrei mai in un esercito di mercenari, io.
Concludo augurando a tutti i doppiogiochisti della città, alle menti eccelse, ai professionisti di cambi di casacca e agli scambisti di (e)mozioni, un buon San Valentino di amore e felicità.
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