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#carodiario: Di partito

#carodiario: Di partito

Sapete a cosa stavo pensando? Stavo pensando a chi della politica ne fa una fede religiosa.
Ma sì, quelli che non sosterrebbero mai questo o quel partito barra movimento perché… perché… ecco, perché no!

I perché sfiatano in discorsi patologicamente lunghi che già alla prima riga cominci a vedere il suicidio come una forma alternativa di sopravvivenza.

Così, se questo o quel partito barra movimento la fa giusta, eeeeh no, non vale, tu sei male informato, ma che ti fidi di quelli lì? E se citi la fonte giornalistica… ma ti fidi dei giornali? Ommammiacomestaimessomale. Salvo poi aggrapparsi come piattole ad ogni quotidiano presente su questo quadrante galattico, La voce di Paperopoli incluso, se la notizia va dalla parte del loro partito barra movimento.

La politica in Italia è un credo nel quale far fermentare illogici pregiudizi e imbarazzanti opposizioni a prescindere, così il cambiamento è più lento della deriva dei continenti e il sistema rimane tale e quale a quello che cerchiamo di raddrizzare. Se di fronte ai quattro bambini che necessitano di sapere come si sopravvive nella giungla amministrativa, l’unica cosa che viene in mente è evidenziare la loro incapacità di muoversi in certi sistemi, non di arrotolarsi le maniche e aiutarli ad imparare, bacchettarli, guidarli, portarli a sapersi appendere alle liane se necessario, per sopravvivere e raggiungere insieme un fine che dovrebbe essere comune… be’, se è questo l’atteggiamento, l’inevitabile sarà crollare o rotolarsi nello stesso fango nel quale ci sciacquiamo le ascelle da sempre.

Quando la politica è diventata una fede? Quando abbiamo deciso che invece di sbranare il meglio ci facciamo affamare dal peggio pur di non “tradirci”?

Robert Cialdini lo chiamerebbe principio di coerenza. Ci guardiamo costantemente indietro per essere coerenti con ciò che abbiamo detto, fatto e pensato in passato. Fondamentalmente perché un pensiero nuovo, un credo nuovo, un’azione nuova potrebbero riconfigurare l’immagine che abbiamo di noi stessi, ma soprattutto quella che gli altri hanno di noi. E non c’è niente di peggio che inchiodare in un punto della nostra vita scoprendoci qualcosa di diverso da quello che pensavamo di essere. Peggio me sento se poi gli altri si accorgono che ci stiamo “tradendo”, che siamo diventati “incoerenti”, rischiamo di farci strappare lo scalpo dal popolino, lo stesso che ad ogni starnuto cambia sponda senza però apportare nessun valido cambiamento, perché fa così da sempre. E’ coerente almeno in questo, nel non essere coerente in modo “sano”.

Ma la mia potrebbe essere bassa filosofia, avete ragione.

Intanto oggi al bar, il solito sputo di vecchietti antitutto-antiniente discuteva su quanto fanno ridere le “giovani leve”, i ragazzi che scendono ora in politica, ingenui ma motivati, convinti di poter sconfiggere il lato oscuro della forza brandendo la spada della legalità e della correttezza. Le loro risate da pollaio mi hanno fatto pena a tal punto da sentirmi il cornetto risalire l’esofago nuotando come un salmone.

I matusalemme dell’intero creato stanno lì, con le vite macinate dalla loro stessa “coerenza”, sicurissimi di non essere responsabili del declino politico italiano e cittadino, sicurissimi di essere sempre stati nel giusto, sicurissimi di aver scelto sempre il meglio semplicemente perché non si sono mai “traditi”, non hanno mai bucato ciò in cui credono fermamente dalla loro prima poppata. E ridono di chi entra adesso, ma soprattutto di chi cambia rotta spinto da uno scopo che è quello di ripulire la piazza dal fango.  E mentre se la ridono, intorno ogni cosa sprofonda, perché nel loro “credo intoccabile” ci hanno fatto entrare tutta la melma immaginabile. Ma l’importante è la loro presunta coerenza, la loro fede intonsa, mai macchiata da altre idee, da altre strade, perché la fede è fede!

Eppure, a volte, tradirsi è il primo passo per il vero cambiamento che, credenti o no, gioca nella nostra stessa squadra.

Foto di Enrico Paravani ©

Autore: TerzaStrada

La voce di chi sa che la forza degli uomini liberi sta nel pensiero e nella parola.

TerzaStrada
Written by TerzaStrada

La voce di chi sa che la forza degli uomini liberi sta nel pensiero e nella parola.

1 Comment responses

  1. Avatar
    gennaio 28, 2014

    è facile non tradire per chi è ancora in movimento… ma basta la velocità di una notizia per uscire dal virtuale…così si sono tradotte le potenzialità di un movimento ? La competenza, l’ approfondimento?… leggo tra tra i candidati De Fazi e Galletta… poveri Voi ” Virtuosi Virtuali ” ( naturalmente mi rivolgo a chi pensava di costruire qualcosa di meglio… abbattendo le fondamenta. Sono inquieta e, presumo, alcuni, come me, tra i vostri lettori.

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