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Il Commissario Bargone e la statale scomparsa

Il Commissario Bargone e la statale scomparsa

La Società Autostrada Tirrenica ha ricevuto in dono dall’ultimo Governo Berlusconi la Strada Statale 1 Aurelia, che a breve diverrà un’autostrada a pedaggio.

Il principe di questa operazione è Antonio Bargone,  un uomo del PD. Un manager che è un monumento al potere di sintesi: egli è infatti contemporaneamente presidente della SAT (che esegue i lavori) e commissario straordinario di Governo (chiamato a controllare l’esecuzione dei lavori). Nessun conflitto di interessi, anzi un interesse solo: “Concessionaria e commissario non hanno interessi in conflitto, ma convergenti, cioè realizzare l’opera” (parole sue)…

Avvocato brindisino 65enne, Bargone viene eletto deputato nel 1988 con l’allora Partito Comunista Italiano (poi PDS-DS-PD).

Lascerà la Camera nel 1996, alla terza legislatura consecutiva, per essere affibbiato come Sotto-Segretario (con delega alle Autostrade!) al neo-Ministro per i lavori Pubblici Tonino Di Pietro (forse con il compito di garantire il PD nelle stanze del Ministero dalla spontaneità naif dell’ex magistrato).

Bargone è un perfezionista: finito il Governo Prodi, mantiene la sua poltrona saldamente attaccata al fondo dei pantaloni anche nei successivi governi D’Alema 1 e D’Alema 2. Cambiano i ministri, infatti, ma non certi Sottosegretari.

Un rapporto di stima forte unisce Bargone al Massimo imperatore del PD, tanto che il nostro viene descritto dal Fatto Quotidiano come “plenipotenziario di D’Alema” nel Salento.

Da Sottosegretario, Bargone partecipa alla decisione politica di rimborsare alla Società Autostrada Tirrenica ben 172 miliardi e mezzo di lire per la costruzione del tratto in esercizio della Civitavecchia-Livorno. Ricevuto il regalo, la SAT passa sotto il controllo del gruppo Benetton (che ringrazia ed intasca).

Esaurito il compito di Governo, Bargone ci ritenta alle elezioni del 2001, ma viene trombato. Nessun problema: eccolo entrare nel consiglio d’amministrazione proprio della SAT (quella dei 172 miliardi e mezzo di lire), di cui diventerà addirittura presidente nel 2003. Un’altra poltrona da tenere ben salda per oltre un decennio.

Uomo del PD, ma non inviso al PDL. Nel 2009 infatti il governo Berlusconi nomina Bargone Commissario Straordinario per l’Autostrada Tirrenica. Una nomina da quasi 300.000 euro l’anno (pubblici), firmata dal toscanissimo Ministro Altero Matteoli (ex MSI-AN-PDL), già Sindaco di Orbetello.

L’affare autostrada è talmente allettante che il 14 maggio 2012 Autostrade per l’Italia (cioè Benetton) vende il 70% delle quote SAT.

A chi?

Banca Monte dei Paschi, Holcoa (società della Lega delle Cooperative, di cui fa parte anche Unipol), Vianco (Vianini, gruppo Caltagirone). Le stesse imprese implicate nell’affare TAV, e non solo in quello…

I Benetton si sfilano quindi dal pacchetto di controllo del progetto e lo lasciano  in mano ad una cordata di… banche e costruttori.

Ma chi paga i lavori di ammodernamento?
A finanziare i lavori sarà la cordata di privati, almeno in teoria, e questi avranno tempo sino al 2046 per rifarsi della cifra investita, lucrando il pedaggio versato dagli automobilisti che percorreranno l’autostrada. Riassumiamo: dei costruttori prendono in prestito dei soldi dalle banche per auto-commissionarsi un grande appalto.
Lo chiamano project financing, quando un privato realizza una infrastruttura pubblica e poi recupera l’investimento con i ricavi d’esercizio. Nei fatti non ha mai funzionato.

Ed ecco il colpo di scena (scontatissimo)…

La convenzione con cui ANAS e SAT si passano il testimone avrà termine nel 2046. Questo capolavoro di diritto civile prevede, alla scadenza della concessione (appunto nel 2046), “l’ACCOLLO, al Concessionario subentrante (ossia ANAS), dell’investimento non ammortizzato, comprensivo degli oneri finanziari capitalizzati”.
Tra 33 anni inizieremo a pagare i debiti di SAT, quindi…

Poco male, viene da pensare. Almeno ci sarà lavoro per i nostri giovani?

Quando i politici locali vogliono far trangugiare un progetto indigesto ai propri elettori, solitamente sbandierano ipotetiche ricadute occupazionali. Non è questo il caso.

La ricaduta sull’occupazione locale per quest’opera sarà minima, denunciano gli imprenditori locali, ed i lavori gestiti in gran parte direttamente da contractors nazionali, tra cui la stessa Vianini.

Il commissario di Governo vigila su sè stesso Presidente di SAT, mentre gestisce i lavori che il tandem Cooperative/Vianini (Caltagirone) si auto-commissiona. 

Sembra una presa in giro ma… Non preoccupatevi: a vigilare sul rispetto della legalità ci sarà il Commissario Bargone.

Dormite pure sonni tranquilli. E nel 2046 chi ci sarà pagherà…

Foto di Enrico Paravani©

Autore: Fulvio Floccari

Apolide per scelta, precario per destino, navigo solo di bolina stretta.

Fulvio Floccari
Written by Fulvio Floccari

Apolide per scelta, precario per destino, navigo solo di bolina stretta.

1 Comment responses

  1. Avatar
    novembre 19, 2013

    Ottimo quadro. E’ bene aggiungere che all’Europa non interessava un’autostrada. Andava bene la superstrada (Variante Aurelia) che arriva a Grosseto. Quel modello applicato al tratto sino a Civitavecchia avrebbe coniugato sicurezza e risparmio. Parliamo della metà dei miliardi oggi viene investiti. Ma ccredo che l’affaire autostrada sia opera della combinata PD-PDL. Neanche il presidente della Toscana, Rossi, ha saputo spiegare ai cittadini toscani in cosa consistessero i vantaggi per quanti abitano nei centri toccati dall’Autostrada. Sarà carissima, intorno ai 14-15 cent./km. E sarà una sberla anche per i civitavecchiesi che ancora non sanno nulla. Ma gli uomini di partito, salvo il sindaco di Orbetello, sono collusi. E alla Regione Lazio tutto dorme perché l’A12 va lontano verso sud. Altro territorio massacrato.

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