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Il gioco del Risiko

Il gioco del Risiko

E alla fine è arrivato il giorno della conferma di Pietro Tidei come unico candidato sindaco da parte del PD locale.

Nel breve tempo intercorso tra la sua auto candidatura, presentata a pochi giorni dalla sua sfiducia, alla nomina di candidato ufficiale del partito, tra l’altro con percentuali bulgare a cui il “nostro” sembra ormai essere avvezzo, la situazione politica cittadina non sembra ancora aver trovato una quadra.

La “vecchia” coalizione del centro-sinistra che ha partecipato alle amministrative del 2012 sembra essere irrimediabilmente spaccata: da una parte, come abbiamo visto, c’è il PD che conferma, tra non poche polemiche, Tidei come suo candidato, dall’altra parte c’è SEL che oltre a cercare un candidato sindaco “pesante” sta cercando, più o meno fortemente e con alterne fortune, un dialogo con i movimenti e le liste civiche cittadine.

In mezzo c’è l’incognita Guerrini. Il dottore è fuori dal partito, come  Roberta Galletta e Flavio Magliani, ha sbattuto malamente la porta e ha deciso di correre per conto suo lasciando però uno spiraglio aperto a possibili alleanze per quello che potrebbe diventare, almeno a livello locale, il nuovo centro-sinistra.

Ma se Atene piange Sparta non ride.

Il centro-destra locale sembra essere in profonda crisi. All’auto candidatura iniziale di Gianni Moscherini non si è mai data un’investitura ufficiale e le varie correnti anche qui stentano a trovare un nome che possa mettere tutti d’accordo.

Attenzione però.

A differenza dei contrasti quasi insanabili che da sempre lacerano il centro-sinistra italiano, i conflitti all’interno del centro-destra molto probabilmente andranno ad attenuarsi, se non a scomparire completamente, con l’approssimarsi della scadenza elettorale in modo da poter presentare all’elettorato un fronte compatto e facilmente individuabile.

Un discorso a parte merita il Movimento 5 Stelle che ha da subito cercato un contatto con quella parte di società che ritiene, per volontà e appartenenza, più vicina alle sue idee: ovvero i comitati ed i movimenti cittadini.

Anche se i principi di base risultano comuni questo dialogo però è apparso più complicato di quanto all’apparenza potesse sembrare proprio per la regola che impedisce al M5S di formare coalizioni con altre liste.

A questa difficoltà oggettiva si è fatto fronte non con una chiusura a riccio da parte dei protagonisti, come molti avevano supposto e forse anche sperato, bensì con un dialogo comune ed una serie di aperture da entrambe le parti.

Se questa condivisione di idee ed intenti riuscirà, ed i presupposti ci sono tutti, a mettere insieme un programma ed una squadra forte (oltre che credibile) molto probabilmente ci troveremo di fronte ad un nuovo soggetto, di rilievo, alle prossime elezioni.

Su tutto questo aleggia l’ormai famoso “fronte del porto”.

Sebbene negli ultimi anni l’attuale amministrazione dell’AP si sia mostrata “super partes” è innegabile che ha avuto, ha ed avrà in futuro sempre un’ influenza pesante sulla dinamiche della politica cittadina.

L’incognita, ancora piuttosto pesante, è una soltanto.

Dove si schiererà?

In questa partita di Risiko locale tutti i cittadini saranno chiamati a giocare, saranno infatti loro che potranno determinare la vittoria di un giocatore piuttosto che un altro. Questa volta però il cuore va lasciato a casa, bisognerà usare una strategia vincente, la ragione, altrimenti la partita sarà persa.


Se è vero che si vuole cambiare, se è vero che si deve girare pagina, se è vero che si vuole dare un futuro migliore ad una città martoriata, mettete la croce al posto giusto e conquistiamo la kamchatka.

Autore: Francesco Fortunato

Tecnico per formazione, ribelle per nascita.

Francesco Fortunato
Written by Francesco Fortunato

Tecnico per formazione, ribelle per nascita.

8 Comment responses

  1. Avatar
    gennaio 22, 2014

    LO SO’ HEEEEE LO SO..HEEEEEEEEEEEEEEEE

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  2. Avatar
    gennaio 22, 2014

    comunque si vince con il madagascar

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  3. Avatar
    gennaio 22, 2014

    Ma davvero pensi di poter cambiare tutto mettendo una croce ?
    Per cambiare Civitavecchia bisogna cambiare i Civitavecchiesi ed una intera classe politica. Poco serve una croce se poi gli attori sono gli stessi e si limitano solo a cambiare palcoscenico.
    Faranno esettamente ciò che facevano prima. I loro sudici interessi personali.
    Anche sul M5S ci si deve interrogare. Chi sono ? Quali sono le loro professionalità ? Avranno liberta’ di pernsiero o dovranno chiedere autorizzazione preventiva ai due capi ? Attenzione a non mettersi nelle mani di incompetenti,se pur con buone intenzioni. Ci vogliono professionalità e personalità.
    Questa città non può permettersi il lusso di sbagliare ancora.

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    • Avatar
      gennaio 22, 2014

      Caro/a Tribby non ci sono molti modi per portare avanti quel processo di cambiamento che tu, e non solo tu, invochi. Uno di quei modi, il più democratico almeno nelle intenzioni, è proprio quello di mettere una croce sulla casella (che si ritiene) giusta.
      Ciao e grazie

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  4. Avatar
    gennaio 22, 2014

    Fino ad ora esce bene il PD locale,quel ” bulgaro” definisce la sua unità, pur nelle interne diversità. Sembra che si sia dimenticato il termine trasformismo. Sono d’ accordo con Tribby, la classe politica non deve formarsi nella tornata elettorale, ma prima, nella cultura e nella società.

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      gennaio 22, 2014

      “perché devo fare la parte del repubblicano”

      con la conferma di Pietro Tidei il PD dimostra quello che era già evidente! Candidare un Sindaco sfiduciato che non è stato in grado di tenersi una maggioranza ha ben poco da essere commentato. “o si cambia o si muore” penso che l’Apparato abbia già deciso – noi rimaniamo quelli di sempre – e si estinguerà a breve…

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      gennaio 22, 2014

      Cara Paola da “esterno” probabilmente ho un’altra visione della faccenda e se proprio devo essere sincero non è che il PD locale ne sia uscito tanto bene come dici tu
      Non sempre una maggioranza “bulgara” è qualcosa di buono… molte volte serve solo a mascherare una mancanza di volontà di rinnovamento o, più semplicemente, una carenza di nomi “papabili”.
      Ciao e grazie

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  5. Avatar
    gennaio 22, 2014

    “perché devo fare la parte del repubblicano”

    con la conferma di Pietro Tidei il PD dimostra quello che era già evidente! Candidare un Sindaco sfiduciato che non è stato in grado di tenersi una maggioranza ha ben poco da essere commentato. “o si cambia o si muore” penso che l’Apparato abbia già deciso – noi rimaniamo quelli di sempre – e si estinguerà a breve…

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