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Il Natale degli Invotabili

Il Natale degli Invotabili

Dicembre è il mese della Natività.

A Civitavecchia, per distinguerci, quest’anno più che mai, festeggiamo un altro tipo di natività.

La rinascita dei morti.

É di questi giorni la notizia di Moscherini che ripropone una sua candidatura a Sindaco con una lista civica, con l’unico obiettivo di sconfiggere il nemico di sempre Tidei (?) per, evidentemente, completare l’opera di distruzione totale della città.

Anche Tidei non è da meno.

Si ricandida anche lui, forte del sostegno della vecchia struttura del PD, quella facente capo alla corrente renziana. I rottamatori, converrete, sono davvero geniali.

Affermano che la primarie non servano perché l’uomo nuovo è già tra noi; l’eterno baffo argentato.

Ai due antagonisti dobbiamo aggiungere il “Fronte del Porto”, dove effettivamente sembra esserci l’imbarazzo della scelta.

Massimiliano Grasso, il presidentissimo Vincenzo Cacciaglia e addirittura Massimo Ferri.

Staremo affacciati al balcone ad aspettare il nome “nuovo” di questi moderati.

Ennesimo nome nuovo è quello di Battilocchio, ex sindaco di Tolfa, futuro ex parlamentare europeo, che dovrebbe essere a capo delle forze moderate ex PDL.

Ma poi, quanti moderati ci sono in questa città portuale? E quanti ex…

In silenzio assoluto c’è SEL (il partito azienda) che spera negli scontenti del PD per rilanciare una nuova idea di sinistra, e che, sopratutto, strizza l’occhio a movimenti e comitati cittadini. Evidentemente sperano in una qualche forma di amnesia collettiva che faccia dimenticare tutte le alzatine di mano nella passata e breve amministrazione.

Ovviamente c’è da aspettarsi la nascita di qualche outsider kamikaze, che andrà ad aumentare il numero dei canditati con l’unico obiettivo di accaparrarsi qualche misero strapuntino, a conclusione di una trattativa, in caso di ballottaggio.

Ibraimovic de noartri docet.

Questa è la rappresentazione della natività, in questa città morente.

Il vecchio, la mala politica, la mala gestione della cosa pubblica.

Gli “Invotabili”.

Buon Natale.

Foto di Enrico Paravani ©

Giulio Santoni

Autore: Giulio Santoni

Commerciante dalla nascita, panettiere per scherzo, produttore di biscotti per tradizione. Cittadino del mondo.

Giulio Santoni
Written by Giulio Santoni

Commerciante dalla nascita, panettiere per scherzo, produttore di biscotti per tradizione. Cittadino del mondo.

3 Comment responses

  1. Avatar
    dicembre 23, 2013

    I voti, fino a prova contraria, non si fabbricano

    Se questi ricicciano è perchè ci sono i soliti lobotomizzati a votarli
    che poi saranno i primi a lamentarsi

    confido in qualche forza alternativa dai soliti partiti e che la gente ritrovi un minimo di barlume di senno

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  2. Avatar
    dicembre 23, 2013

    è la pura Verità,se avessi un forse,spezzerei una lancia a favore del Presidente Cacciaglia,
    Gianni Moscherini,lo stimo come persona di ottime capacità,ma molte suo scelte non le ho condivise,e lo dico apertamente, l’ho sostenuto,contro Tidei e una sinistra incapace di non accettare il nuovo,la trasparenza e le solite lobby per prendere voti.
    La domanda che mi sono sempre posto da Civitavecchiese, è la seguente
    è mai possibile che non ci sia un Civitavecchiese all’altezza di fare il Sindaco? Una Donna?
    che le considero molto più affidabili e più oneste?
    Mah io avrei anche un Nome…
    Alcune persone,chiacchierando dicono….( vizio civitavecchiese…le chiacchiere)
    ma quello non ha le capacità…
    Oggi un Sindaco,ha uno staff di persone competenti….se lui è all’altezza di scegliere per
    competenze….La Dote Primaria…l’Onesta,la trasparenza,e l’impegno per i Cittadini.Tutti..
    Raffaele R…

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  3. Avatar
    dicembre 23, 2013

    Ma come, Antonio, i voti si fabbricano ! Prendiamo il caso della tua nuova amica Roberta Galletta, una faticata ! Scartabellare su documenti già scritti e produrre una Tesi sul Teatro traiano, fare presenza con il colto candidato sindaco, il dottor Saladini; una delega alla cultura, un assessorato..ma pluff, il sogno infranto. Detto fatto si può fare, entra nel PD: è un primo ricambio generazionale, si sperava su di una sua militanza politica sui temi ambientali, purtroppo l’ ambiente rimaneva sempre fuori, sotto la coltre più adeguata e protetta del Coordinamento ambientalista, altra tempra, altre persone, Simona Ricotti. Roberta si tormenta tra la nomenclatura del partito, scalpita per come il partito è gestito, proprio in quel momento di riflusso veltroniano, che porta il segretario longarini a dare le dimissioni, troppe correnti…e Lei che fa? Non è d’ accordo con le persone che lo governano, meglio accettare la proposta del ” vecchio e stantio modo di fare politica ” del compagno Tidei. Non ha i numeri, i voti si fabbricano… arrivano insistenti telefonate per eleggerla come Segretaria. Superiamo questo momento, per carità, eppure dice che Lei i voti li ha fabbricati, tanto consenso! Suvvia sappiamo tutti che anche con la Legge elettorale dei Sindaci esistono di fatto le cordate…io , che sono la base di voti ne ho ottenuti 12…Con poco più di cento voti diviene delfino e ottiene il delfinato, al di fuori può contare su di un gruppo di ambientalisti, ma nel partito c’è poco, ha da fare in amministrazione comunale. Poi l’ avventura diventa tragica, senza un minimo coinvolgimento del partito, senza la consapevolezza di far parte al di fuori del movimento, diviene artefice , certo secondaria delle tonnellate in più di carbone. Pianti, ripensamenti, sogni, visioni, Roberta, siamo noi che non ne possiamo più.

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