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L’eternit riposo

L’eternit riposo

La necropoli etrusca della Mattonara, nota in città come “Buca di Nerone”, è la vittima rassegnata di uno stupro seriale.

Una necropoli in riva al mare, una vera perla rara, posta a poche centinaia di metri dal primo polo crocieristico del mediterraneo, giace devastata ed invisibile ai turisti ed ai pochi cittadini sensibili alla magia della storia, ancora viva in quegli spigoli di tufo.

La becera visione sviluppista di una certa malapolitica l’ha infatti relegata a periferia portuale senza scopo. Uno spazio morto servito come contorno di spopolati capannoni industriali e centrali termoelettriche senza futuro.

E, come spesso accade a questi scampoli di terreno sopravvissuti ai pantagruelici appetiti dei politicanti del cemento, qualche povero di spirito ne fa ricettacolo di rottami d’ogni genere, ivi compresi rifiuti speciali.

Una piccola discarica abusiva, si direbbe, nel cui ventre si scoprono però strati e strati di terreno contaminato da amianto. I numeri ufficiali parlano di 300 tonnellate circa, un numero probabilmente gonfiato dal terriccio misto ai rifiuti. Una striscia di terreno a ridosso della spiaggia, lunga trecento metri e profonda uno, capace di dare pieno carico a più di una decina di TIR. Ed affiorerebbero rifiuti anche in acqua…

Toccherà alla Pmt Ecologia provvedere a sigillare questo cimitero di “lastre di copertura, tubazioni, canne fumarie, sfridi di amianto” misti a terriccio e sassi, oramai anch’essi contaminati, in sacchi di plastica a tenuta, da avviare a discarica di alta sicurezza.

Chi ha partorito questo mostro?

La disposizione dei detriti, frammisti a strati di terriccio di copertura, dimostrerebbe il succedersi di cicli di deposizione dell’amianto. In altri termini, allo scarico dei materiali sul terreno sarebbe seguito il passaggio di una pala meccanica, capace di ricoprire in poche ore il materiale incriminato. Un’operazione vistosa e rumorosa.

Cosa immaginare quindi?  L’incuria del Comune o dell’Autorità Portuale, sommata all’inconsapevole demenza di singoli cittadini, disposti a disfarsi senza alcun costo e con ancor meno scrupoli delle macerie prodotte durante la ristrutturazione dei loro preziosissimi fabbricati? Ma credete all’ipotesi che tanti singoli cittadini o singole imprese edili svolgano un’azione così coordinata da accumulare centinaia di tonnellate di materiale in un sol luogo? E chi avrebbe provveduto a ricoprire i rifiuti?

Spunta allora l’ipotesi delle ecomafie e di una tomba comoda e veloce dove nascondere rifiuti che magari, anche se solo sulla carta, hanno subito il trattamento di legge. Le passate demolizioni e riconversioni subite dagli impianti termoelettrici di proprietà ENEL sono infatti al centro dell’attenzione della Procura della Repubblica proprio nell’ipotesi dello smaltimento irregolare di rifiuti tossici.

E’ probabile che non conosceremo mai chi ha commesso questa barbarie, perchè nessuno sembra ricordare nulla, nonostante sull’area si affaccino due condomini, un piccolo porticciolo turistico ed alcuni stabilimenti storici. Nessuno ricorda gli autocarri che arrivavano a scaricare e nessuno ha memoria della pala meccanica che avrebbe sepolto il tutto. L’amianto nuoce alla memoria ed alla vista, evidentemente, oltre ad essere il principale responsabile di quei tumori della pleura così frequenti a Civitavecchia (+300% rispetto al resto del Lazio).

Foto di Enrico Paravani©

Autore: TerzaStrada

La voce di chi sa che la forza degli uomini liberi sta nel pensiero e nella parola.

TerzaStrada
Written by TerzaStrada

La voce di chi sa che la forza degli uomini liberi sta nel pensiero e nella parola.

2 Comment responses

  1. Avatar
    dicembre 06, 2013

    Giudice Guariniello aiuto !

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  2. Avatar
    settembre 24, 2015

    Forza Uros !!! questo diventa forte … ci sarebbe servito adesso

    Reply

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