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Moscherini alla palermitana

Moscherini alla palermitana

Gianni Moscherini sverna in Sicilia, da amministratore delegato della società Sicciara Marine, aggiudicataria della gestione dell’area portuale di Balestrate, affacciata sul Golfo di Castellammare, a poche miglia marine dalla Riserva dello Zingaro.

Tanto per inquadrare lo scenario: il progetto di massima del porto turistico è del 1958, quello esecutivo è del 1998 ed il porto sarebbe pronto dal 2004. Ripeto: sarebbe.

L’apertura del porticciolo turistico (571 posti barca per unità da diporto da 8 a 25 metri), realizzato con 30 milioni di euro stanziati dall’Unione Europea, è stata dapprima rallentata da una serie di contenziosi amministrativi e dal fallimento della precedente aggiudicataria, per poi schiantarsi a giugno del 2012 contro un’indagine della Procura che ha fatto emergere l’utilizzo di cemento depotenziato da parte di una ditta riconducibile a Benedetto Valenza, indagato per mafia, assolto due volte e sottoposto alla sorveglianza speciale.

Per la cronaca Benny è figlio di Salvatore e nipote di Erasmo, uomini di spicco del clan Badalamenti, scomparsi negli anni Ottanta per lupara bianca. Leader nella fornitura di calcestruzzo in una grossa fetta della provincia palermitana, Mr Valenza impersona secondo la Procura di Palermo “la zona grigia” tra Mafia e società civile…

A maggio 2013, nasce Sicciara Marine, col compito di far decollare il porto di Balestrate.

Ma chi è Sicciara Marine?

La Società è una controllata della Ustica Lines, colosso del traghettamento privato tra Sicilia ed isole minori, di proprietà della famiglia Morace. Quest’ultima ha rapporti storici con Gianni Moscherini, sia all’epoca del suo impegno come sindaco che all’epoca della sua Presidenza dell’Autorità Portuale.

La Ustica Lines è una new entry nel mondo delle attività portuali (mentre il bando prevedeva la partecipazione di società con esperienza nel ramo), ma ha formalmente risolto il problema con l’acquisizione della giovane Nautica Balestratese (cooperativa, poi divenuta SRL) nata per gestire il porto (seppure inattivo) con un affidamento diretto,  nel 2003. Il Comune di Balestrate partecipa alla Società, con il 25% delle quote ottenuto grazie alla cessione di un immobile (l’ex mattatoio).

Sicciara marine nasce probabilmente con l’intenzione di “soffiare” un porto costato 30 milioni di euro pubblici alla Holding di Stato Italia Navigando, che gestisce i porti di Marina di Brindisi, Capri, Policoro, Portisco, Procida, Taranto, Teulada, Villa Igiea e Cala dei Normanni. Questa operazione rappresenterebbe quindi l’ingresso nel mondo della portualità da diporto della famiglia Morace, la cui cura sarebbe stata affidata all’ex Sindaco di Civitavecchia.

L’anima “politica” del porto

Il Porto di Balestrate è una creatura del potente Francesco Cascio (PDL), già vicepresidente della regione Sicilia ed Assessore al Turismo ed all’Ambiente della Giunta Cuffaro. Una creatura alla quale il potente politico siciliano tiene tanto, talmente tanto che nel 2004 lo stesso organizza una imponente serie di festeggiamenti in occasione dell’inaugurazione (fittizia) del porto, costata alle casse della Regione ben 600.000 euro.

A maggio 2013, dipanata la matassa dell’affidamento del porto arrivano i nostri. Anzi, come titolano i telematici locali: “Arrivano i romani”, Vediamo la squadra di lavoro:

  • Amministratore Delegato Gianni Moscherini.
  • Presidente Antonino Di Monte: Direttore Generale della Catania Cruise Terminal  (società che gestisce a Catania il terminal crocieristico), arriva da un precedente incarico proprio ad Italia Navigando
  • Consiglieri d’Amministrazione: Gioacchino Guccione (imprenditore palermitano, già patron di Marina di Villa Igiea, Motomar, Villena SRL ecc…, Mauro Scali (altro manager di Stato, proveniente da Invitalia) e Giuseppe Todaro (imprenditore sotto scorta per le denunce contro il racket e vicepresidente di Confindustria, probabilmente posizionato a garanzia del mondo dell’antimafia siciliana).

L’arrivo di Moscherini in Sicilia sembra quindi il frutto di un mix di forze politiche (il PDL siciliano) ed imprenditoriali (la famiglia Morace). Il compito del manager sarebbe quello di garantire l’ingresso dei Morace nel mondo della diportistica, forte della sua esperienza in Autorità Portuale e delle sue entrature politiche. Le promesse del politico dal mento volitivo: apertura a giugno 2014 (con gli ultimi mesi di lavoro in pieno rush finale della campagna elettorale per le amministrative) e circa “3 mila posti di lavoro” (avete letto bene!)  tra diretti ed indiretti. 

Che la Sicilia “rubi” un politico di cotanta caratura alla nostra città? Terzastrada continuerà a seguire per voi la vicenda. Seguiteci.

Foto di Fulvio Floccari©

Autore: TerzaStrada

La voce di chi sa che la forza degli uomini liberi sta nel pensiero e nella parola.

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