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Non Tutte le Pro Loco Riescono Col Buco

Non Tutte le Pro Loco Riescono Col Buco

Pro Loco: gallina dalle uova d’oro. In molti lo credevano e lo credono tuttora.

La Pro Loco è un’associazione di promozione turistica senza scopo di lucro; promuove il marketing territoriale ed, in molte realtà italiane, è parte integrante della programmazione turistica delle amministrazioni locali.

In passato, a Civitavecchia è avvenuto questo: di fatti molte delle attività promosse tra il 1998 e il 2006 sono state concordate con il Comune o da lui affidate alla Pro loco. Il problema è nato quando a qualcuno è venuto in mente che l’associazione potesse essere qualcos’altro; ha avuto gola del suo portafoglio clienti, delle connessioni e delle attività extra comprensoriali che promuoveva. A tal proposito è bene ricordare che, seppur una piccola realtà come quella di Civitavecchia, la Pro Loco, con l’allora Presidente Fabrizio Delogu, è cresciuta enormemente promuovendo l’immagine della città e lo spirito delle sue tradizioni, organizzando eventi di livello regionale e nazionale per l’UNPLI, Unione Nazionale Pro Loco d’Italia.

Come molte associazioni, anche questa, aveva ed ha i suoi problemi di bilancio, ciò è dipeso dallo spirito di puntare sempre e comunque sull’ottima qualità dei prodotti, sull’investire nelle capacità e nella formazione dei volontari.

“Notte bianca”, ” Assalto saraceno”, “Civitavecchia nel‘800 e nel ‘700”, “Festival degli Artisti di strada”, “il Padellone di Ferragosto”, “Come lo Papa vuole”, “Corteo storico di S.Fermina”, “Prolocando”, “Woodstock”, “Verso il terzo millennio”, “A spasso con l’archeologia”, ecc.

Il bilancio della gestione Delogu si è concluso lo scorso maggio con un rosso di 180.000€, (anche se dagli ultimi accertamenti fiscali risulterebbe essere inferiore, intorno ai 160.000€), ed un capitale sociale di 130.000€ – se si contano le risorse umane, le attrezzature, i beni, i contratti in essere, ecc.

Ma a chi interessa la Pro loco? La gallina dalle uova d’oro, dalla quale far passare i soldi che un’ente locale non potrebbe incamerare, a causa del patto di stabilità interno? Chi vorrebbe trasformarla in una lavatrice di attività più che sospette?

Tutto ebbe inizio con Gianni Moscherini, prima Presidente di Authority Portuale ed in seguito Sindaco di Civitavecchia, che ha sempre fantasticato su un suo, o di chi per lui o “di terzi”, coinvolgimento più interno alla stessa. Molti sostengono che, spesso, parlando della Pro Loco, esordisse minacciando di levarla al suo Presidente – come se l’associazione fosse mai stata uso esclusivo del Delogu. All’epoca la Pro Loco aveva in gestione un punto informativo turistico in area portuale con il quale promuoveva le attività comprensoriali e principalmente curava il trasporto di quei pochi croceristi presso il sito delle Terme Taurine, sempre gestito dalla Pro Loco. Il punto informativo forse dava fastidio agli operatori turistici abusivi ed ai loro protettori, così, da un giorno all’altro e nel giro di una mattinata, fu imbracato e portato via dalle autorità portuali. La Pro Loco era forse troppo istituzionale per fare turismo?

Ma il bello deve ancora arrivare.

Alle ultime elezioni, vince una nuova maggioranza, il ritorno di un vecchio Sindaco con gli stessi appetiti di un tempo. Questa volta la piccola realtà non è riuscita a reggere alle pressioni, così, dopo oltre 15 anni di attività, ha dovuto cedere alle volontà della Politica. Una cordata di “capitani coraggiosi” – così li chiamerebbero Letta e Berlusconi e forse anche il Sindaco – aveva in tasca la soluzione per risolvere i problemi di bilancio dell’Associazione proponendo come unica opzione di salvataggio un’offerta che non si poteva rifiutare.

Dopo l’ultima manifestazione organizzata alle Terme Taurine, “Degustando con l’Archeologia” (primo maggio) – volgarmente additata dagli Amministratori di Civitavecchia come “la salsicciata” – l’Assemblea dei Soci ha rinnovato le sue cariche cooptando la “cordata”, membri graditi al maggiore Partito della maggioranza; le cose non sono migliorate, anzi, il nuovo Presidente Maria Cristina Ciaffi, funzionario della Regione Lazio e compagna dell’Assessore al Bilancio Giorgio Venanzi (PD), affiancata dai Vice Presidenti – Grabiele Serrau, avvocato, imprenditore e Delegato al Turismo (PD) e Ignazio Gaggioli, imprenditore e Delegato agli Eventi, Cimitero e Decoro (PD) – e dai consiglieri – Giuseppe Traini, imprenditore e Delegato all’Artigianato e ai Quartieri (PD) e Franco Farina, imprenditore e uomo vicino al PD – hanno fin da subito cambiato gli indirizzi dell’associazione incentrando il lavoro sul risanamento dei conti. Apparentemente senza nessuna malizia tutti i volontari e i soci troppo “vicini” al precedente Presidente sono stati allontanati; il sito archeologico in gestione versa in uno stato di semi abbandono , i contratti in essere per la riapertura dei PIT (questa volta sono ben tre) e la riapertura della nuova sede nei locali  dell’ ex Assessorato al Mare, risultano ancora non evasi; le attività estive del tutto assenti, lo sguardo al sociale che la Pro loco ha sempre avuto è sparito per fare posto allo “sdoganamento del marinaio pomicione”? Perché chiedere e bramare così fortemente di appropriarsi di una storia di 15 anni di cultura e impegno sociale se poi alla fine il risultato è farla morire in questo modo?

Non sono nozze di latte e miele.

Sebbene appartenenti tutti alla stessa compagine i “capitani” sono divisi sulle azioni da perseguire, alcuni si stanno ricredendo e diciamocelo lo scioglimento non è un’idea così peregrina; ma come fare con i soci? Coglionarli o coinvolgerli nel nuovo progetto? Per chiarezza, del miracoloso piano di salvataggio nessuno è a conoscenza, nessuno lo ha potuto vedere e sembrerebbe essere custodito nelle preziose mani del prode Serrau, il più “coraggioso tra i capitani”. E il Presidente che dice? Non parla, non comunica e forse più di tutti è la diretta responsabile della “cordata”, ma i “capitani” sono tutti con lei? E i restanti  membri del CdA – Fabio Posocco, Massimo Gagliardini, Massimiliano Ercolani, Enrico Maria Falconi, Massimo Tocchini e il revisore dei conti Sergio Osimo – anch’essi tenuti all’oscuro del piano di salvataggio cosa ci potrebbero raccontare? A noi Soci chi ci racconterà cosa sta succedendo? O dovremmo leggere del fantomatico buco da 250.000€ lasciato dalla vecchia gestione?

ULTIMA ORA
Dalla riunione dell’Assemblea (alla quale per evidenti impedimenti geografici non ho potuto partecipare) si esce con il pianto greco dei “capitani” e le accuse alla vecchia gestione; “faremo, ci organizzeremo, abbiamo in mente cose” prendere tempo è un cliché che abbiamo già visto. Lunga vita Presidente Ciaffi!

Foto di Enrico Paravani©

Federico Cropani

Autore: Federico Cropani

Laureando in architettura, storico e blogger.

Federico Cropani
Written by Federico Cropani

Laureando in architettura, storico e blogger.

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