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Papà Monti e il fallimento fallito

Papà Monti e il fallimento fallito

E’ il 3 agosto 2007. Il Consiglio Comunale approva con 19 voti favorevoli, 9 contrari e nessun astenuto la delibera 29, riguardante il riassetto dei servizi pubblici locali, dopo oltre 8 ore di accesa discussione. Nasce HCS, la Holding Civitavecchia Servizi che metterà insieme i principali servizi della città: quello idrico, i servizi ambientali, la mobilità, i servizi socio assistenziali e farmaceutici.

Una creatura che nasce dalle mani dell’allora Sindaco Gianni Moscherini e del suo giovane enfant prodige Pasqualino Monti.

 

La Storia

Tutto nasce dal Consorzio Acquedotto del Mignone che, una volta liquidato il Comune di Santa Marinella, viene trasformato nella società del patrimonio Civitavecchia Infrastrutture s.r.l. e nella Holding HCS. Entrambe interamente possedute dal Comune di Civitavecchia, queste due società assorbiranno rispettivamente il patrimonio ed il personale di ETM ed ES.

Queste società, spiega l’Assessore Monti, “hanno sempre operato con un rischio d’impresa elevato poiché hanno sempre goduto di un eccesso di autonomia e di un mancato livello di controllo da parte dell’ente “.

Le due capogruppo HCS e CI vengono quindi messe al vertice di tre Società Operative Territoriali dedicate ai vari settori, denominate Ippocrate Srl, Città Pulita Srl e Argo Srl, totalmente partecipate da HCS e dunque al 100% pubbliche.

La gestione del passaggio è decisamente ingarbugliata e sofferta, con HCS che subentra nei contratti di servizio ad ETM ed ES solo tre anni più tardi, nel 2011.

 

Pasqualino dei miracoli

Secondo il 34enne Assessore Pasqualino Monti il suo progetto avrebbe dovuto trasformare una voragine nel bilancio comunale in una gallina dalle uova d’oro, in quanto “il piano industriale rileva un beneficio annuo di 660.000 euro, nel secondo anno tale beneficio incrementerà di 115.000 euro, nel terzo esercizio si aggiungeranno benefici incrementali di 72.000 euro“.

 

L’amara verità

La mossa delle uova d’oro non è però quella di un politico smaliziato: Pasqualino si lascia sfuggire dei numeri che si potranno facilmente verificare.  Secondo le sue promesse, a distanza di sette anni il conto dovrebbe essere in positivo di diversi milioni di euro, mentre nel solo 2011 HCS risultava in perdita di oltre 12 milioni di euro, per arrivare a complessivi 32.5 milioni di euro di esposizione debitoria complessiva.

 Il sito di HCS a tutt’oggi recita triste: “A seguito di risultati estremamente negativi maturati tra gli anni 2008 e 2012 il gruppo è oggetto di un profondo processo di riorganizzazione le cui linee guida sono riassunte nella Delibera del Consiglio Comunale di Civitavecchia n. 38 del 18 aprile 2013” (N.B. In realtà la delibera è la 37/2013).

Quindi i risultati sono tutt’altro che quelli promessi dal giovane Pasqualino, che nel frattempo ha tolto le tende dal Pincio ed ha guadagnato una promozione sul campo (per evidenti meriti) a Presidente dell’Autorità Portuale.

 

Quale il ruolo invece della passata amministrazione Tidei?

L’intervento del Sindaco Tidei è come sempre condito da grande sicumera padronale. Mirato a privatizzare il settore dei servizi ed a ricostruire una parvenza di solvibilità dietro HCS/CI è però destinato a divenire una totale debacle.

Secondo la sopra riportata Delibera del Consiglio Comunale:

  • HCS e CI andrebbero a fondersi per costituire una nuova società denominata Civitavecchia Servizi SpA;
  • Città Pulita srl e Argo srl verrebbero poste in liquidazione e sostituite da due nuove società strumentali;
  • la partecipazione di maggioranza di queste due nuove SOT andrebbe quindi ceduta ad uno o più soci “pubblici ovvero privati”.

Nella ristrutturazione concepita da Tidei & Co risultano non chiari però alcuni passaggi.

Il Comune compie innanzitutto una “transumanza” degli immobili comunali, trasferendoli a CI, per gonfiarne artificialmente il portafogli.

Nel piano di ristrutturazione si fa poi riferimento ad un non meglio definito intervento della Provincia di Roma, che farebbe fronte all’indebitamento di HCS, dinanzi all’impegno del Comune di Civitavecchia a restituire ratealmente l’intero debito in cinque anni (mentre in sei anni verrebbero saldati tutti i debiti contributivi ed erariali). Risulta in realtà ben poco chiaro come la Provincia possa subentrare in tale frangente ai disastri prodotti dal Pincio.

Ad ingarbugliare la vicenda giunge poi la mancata omologazione dell’accordo di ristrutturazione del debito da parte del Tribunale, che il politico baffuto attribuisce a un “mero cortocircuito nella comunicazioni e nello scambio di informazioni tra il Tribunale e la Liquidazione”, mentre il Tribunale attribuisce chiaramente il suo diniego alle cattive condizioni finanziarie del Comune.

A sparigliare le carte giunge infine il divorzio della strana coppia Tidei/Luciani, con sottofondo di piatti rotti e contumelie.

Della vicenda HCS, che tanto spazio avrà nella prossima campagna elettorale, colpisce il silenzio di papà Monti. Certi ricordi fanno male, si sa, ma si badi bene che la città non potra dimenticare con altrettanta facilità.

Foto di Enrico Paravani©

Autore: TerzaStrada

La voce di chi sa che la forza degli uomini liberi sta nel pensiero e nella parola.

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