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Precariato magnetico nucleare

Precariato magnetico nucleare

Finalmente una Risonanza Magnetica Nucleare all’Ospedale San Paolo di Civitavecchia

L’Ospedale San Paolo cresce e si prepara a festeggiare. I seminterrati del nosocomio hanno finalmente visto avviare il cantiere che li renderà adatti ad ospitare la nuova Risonanza Magnetica Nucleare (RMN).

A venire in aiuto alla ASL RMF, priva di fondi sufficienti, è stata ancora una volta la Fondazione CARICIV, grazie al cui contributo si è potuta acquistare un’apparecchiatura di ottima qualità tecnica, adatta a qualunque tipologia di esame diagnostico RMN. Si tratta di uno strumento delle dimensioni di una TAC, che non usa però radiazioni nucleari, ma un potente campo magnetico (da 1.5 Tesla) per ottenere immagini molto definite di qualunque distretto del corpo umano. Questa strumentazione è quindi ben diversa dalle piccole “ArtroScan” già in dotazione alla ASL, in grado di effettuare solo studi sugli arti (non contengono un lettino, ma solo un piccolo supporto per un braccio o una gamba).

Ma, varata la nave, abbiamo marinai che la governino?

Questo è un interrogativo angoscioso. La Regione Lazio è una delle regioni in fase di rientro dal debito pubblico, per cui da circa otto anni è in regime di “blocco del turnover“. Il personale che ha maturato il diritto alla pensione, o quello che ottiene di essere trasferito altrove, non viene quindi rimpiazzato e lascia il proprio posto vacante. Le fila degli operatori sanitari si vanno così progressivamente assottigliando (quasi 3000 operatori in meno ogni anno su base regionale). L’età media sale vertiginosamente. Molti professionisti, agli ultimi anni di carriera ed in cattive condizioni di salute, non sono ammessi alla turnazione notturna che diventa così sempre più problematica da coprire (oltre a portare via dalla turnazione diurna il personale più fresco).

Come funziona l’Ospedale oggi quindi?

Un numero sempre maggiore di tecnici di radiologia, fisioterapisti, farmacisti, infermieri e medici vengono assunti oggi con contratti di lavoro precario. Il rinnovo di questi contratti non è mai certo e spesso viene autorizzato dalla Regione a pochi giorni dalla scadenza.

Avviare dei concorsi è praticamente impossibile, a meno di deroghe ad hoc da parte della Regione, ma anche questa non può concederne a sufficienza a causa dei citati vincoli di bilancio.

I professionisti precari, assunti in numero decisamente insufficiente per il fabbisogno, sono inoltre una categoria di lavoratori decisamente particolare. Non si può infatti programmarne il lavoro oltre la scadenza del contratto (spesso della durata di sei mesi complessivi o meno). Eventuali appuntamenti a qualche mese potrebbero non trovarli più, vittime di mancati rinnovi o trasferimenti: sono professionisti a scadenza! La precarietà spinge inoltre i lavoratori a continui concorsi fuori regione. E chi riesce a stabilizzarsi altrove, emigra e non ritorna, alimentando la continua emorragia di professionalità per la regione (e ad andarsene sono inesorabilmente i più capaci).

Qual’è allora la soluzione al problema: aprire e chiudere “a singhiozzo” le liste d’attesa alle prestazioni, con giuste rimostranze degli assistiti e liste d’attesa “a fisarmonica”.

E allora?

La Radiologia di Civitavecchia è sul punto di compensare un gap pesante nella sua offerta diagnostica. E’ un evento importante per la città e va festeggiato. Una RMN di ultima generazione promette di migliorare le capacità diagnostiche dell’ospedale e nel contempo ridurre i tempi di attesa e l’esigenza di spostarsi fuori ASL per gli assistiti.

Il rischio che si corre è però quello di vedere la nuova, fiammante strumentazione messa  in condizioni di lavorare solo poche ore a settimana, a causa della cronica mancanza di personale dedicato. Di chi la responsabilità? Purtroppo siamo dinanzi a responsabilità di politica nazionale e comunitaria: l’indicazione di ridurre la spesa pubblica in maniera draconiana sta soffocando il sistema sanitario.

Comprare una nave e non assumere il personale che la faccia navigare vuol dire condannarsi a vederla arrugginire sul molo, come sta accadendo di giorno in giorno a quello che era il sistema sanitario migliore al mondo.

Ancora una volta gli Amministratori di Civitavecchia e dintorni sono chiamati a spiegarci perché neanche un euro delle compensazioni ambientali sia mai stato speso per curare la salute dei cittadini, in una città piagata dalle conseguenze dell’inquinamento. Spendere in questa direzione permetterebbe di curare i mali causati dall’inquinamento, prevenirne di nuovi e creare posti di lavoro esenti dal ricatto ambientale. Un cambio di stile di cui forse non sono capaci.

Foto di Enrico Paravani ©

Autore: Fulvio Floccari

Apolide per scelta, precario per destino, navigo solo di bolina stretta.

Fulvio Floccari
Written by Fulvio Floccari

Apolide per scelta, precario per destino, navigo solo di bolina stretta.

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