Open top menu
Via Trieste: la sconfitta

Via Trieste: la sconfitta

In questi giorni si è consumato uno dei più grandi delitti cittadini: la riapertura al traffico di Via Trieste.

Ancora una volta, la responsabilità è della scarsa lungimiranza di chi amministra e ha amministrato  Civitavecchia.

Si parte  da un rifacimento decisamente sommario del centro storico, si prosegue con grandi proclami di rilancio del “cuore pulsante”, per poi finire con gli effetti benefici della pedonalizzazione di una parte tra le più belle della città.

Per poter ottenere un quadro completo e formulare un giudizio riguardo la triste storia di Via Trieste, dobbiamo considerare due elementi fondamentali: la ristrutturazione del mercato e la realizzazione del Centro Commerciale Naturale.

Lo stato di perenne cantiere provocato dalla ristrutturazione del mercato ha generato un effetto domino con tutte le attività commerciali del centro, riducendo il flusso di clienti che gravitavano nella zona e che ormai sono scoraggiati dal permanente degrado.

Il Centro Commerciale Naturale doveva essere un’occasione per il rilancio del Centro Storico, ma a parte i soliti proclami, non è chiaro cosa sia stato realmente realizzato con i finanziamenti ottenuti. La finalità del CCN era rigenerare il commercio del centro facendo leva sugli arredi urbani, sui siti storici che attraggono i turisti, sulla creazione di eventi culturali e  sulle manifestazioni, grazie anche alla collaborazione tra commercianti. Inutile sottolineare che tutto ciò avrebbe giovato al cittadino.

La revoca della pedonalizzazione di Via Trieste è una sconfitta, anche per questa amministrazione, che in più di un anno non è stata in grado di dare un segnale di inversione. Si è permesso che la situazione degenerasse senza far nulla, senza progetti, ma con tanti proclami.

D’altronde, si sa, a Civitavecchia il problema maggiore è il traffico

Foto di Enrico Paravani ©

Giulio Santoni

Autore: Giulio Santoni

Commerciante dalla nascita, panettiere per scherzo, produttore di biscotti per tradizione. Cittadino del mondo.

Giulio Santoni
Written by Giulio Santoni

Commerciante dalla nascita, panettiere per scherzo, produttore di biscotti per tradizione. Cittadino del mondo.

6 Comment responses

  1. Avatar
    ottobre 03, 2013

    Su questo argomento mi sono fatto un’idea piuttosto chiara, vivendo a piazza Calamatta ho sempre la situazione sott’occhio e quindi posso parlare con cognizione di causa. Per me l’isola pedonale era completamente inutile. Non era attrezzata, non era raggiungibile con mezzi pubblici che a Civitavecchia sono rari, scomodi per orari e percorsi, non era a misura di bambino (permessi di carico e scarico, autorizzazioni per i residenti…), non era a misura di negozio visti gli esorbitanti affitti richiesti dai proprietari (civitavecchiesi) delle mura dei locali vari, non era a misura di pub viste le continue lamentele dei residenti, a volte giustificabili o comprensibili, altre volte assolutamente ostruzionistiche. Era semplicemente una strada chiusa al traffico. Un’ “isola isolata”! Personalmente la preferivo chiusa, ma ora se voglio fare una passeggiata la faccio sotto i portici, non mi cambia nulla. Istituire uno spazio pedonale senza un progetto che la sostenga è dannoso, oltre che inutile. Su questo punto condivido l’idea dell’autore dell’articolo. Secondo me il centro a Civitavecchia dovrebbe essere chiuso tutto, dalla rotonda dei pompieri al borgo odescalchi. Questo sarebbe possibili solamente rafforzando il servizio di trasporto pubblico. Dove la cultura non arriva (il civitavecchiese è “comodo” di natura) arriva la necessità. Non si può arrivare in centro con la macchina? Bisogna trovare una soluzione. Non so quanto possa essere complesso il problema, ma a occhio e croce mi sembra che non ci sia proprio la volontà di rendere più vivibile la nostra città….

    Reply

    • Avatar
      ottobre 03, 2013

      Il problema è complesso, molto. Riguarda tutto il sistema città, i cittadini e anche i commercianti; ad oggi non vedo che hanno voglia di cambiare rotta. …..io si!

      Reply

  2. Avatar
    ottobre 04, 2013

    Penso basterebbe andare in qualche centro storico toscano e copiare.

    Reply

    • Avatar
      ottobre 12, 2013

      Si può copiare qualunque idea vincente, ma non possiamo copiare la testa delle persone!

      Reply

      • Avatar
        ottobre 13, 2013

        Di esempi da copiare ce ne sono a bizzeffe, manca solo la volontà politica. Aggiungerei che manca anche una certa cultura tra i commercianti e/o imprenditori.

        Reply

  3. Avatar
    ottobre 14, 2013

    Io ci ho sperato che non aprissero Via Trieste al traffico….ma l’ottusità ha vinto. Come si può giustificare la scarsa affluenza della gente ai negozi rimasti in via Trieste con il fatto che non si può arrivare con la macchina invece di guardare a che tipo di negozio dovrebbe arrivare quel famoso e tanto ambito cliente…Io che ci abito non c’ho mai messo piede nei negozi che c’erano o ci sono per una semplicissima ragione…non mi piacciono. Come possono pensare che con negozi che vendono fatine e bombinierine di scarsissima qualità e gusto possano produrre tanti di quei soldi con cui pagare l’affitto (altissimo) e avere anche il guadagno. Come si poteva pensare che un fotografo che fa le foto con l’ombra dietro la testa possa richiamare tante persone, che un negozio di orologi dove la commessa /prorietaria aveva l’aria di iosonolapiùfigadelmondoetuseiunacacchettina possa invogliare la gente di entrare, un altro che vendeva prodotti per la casa era più caro del grande supermercato degli stessi prodotti a un tiro di sasso, un altro che vendeva vestiti e quando faceva la svendita finale e le scarpe costavano 5 euro mi dovevano pagare per portare via un paio e potrei ancora continuare… insomma negozi di scarsa fantasia e qualità non avrebbero sopravvissuto nemmeno a Via Condotti figuriamoci a Via Trieste. Adesso ogni mattina quando porto mia figlia all’asilo io e lei camminiamo in mezzo la strada perché invece di parcheggiare solo dove ci sono i parcheggi blu si sono dati alla pazza gioia e si parcheggia su tutti e due i lati… è triste molto triste…. Via Trieste è diventata Via Triste…per me la soluzione poteva essere quella di far diventare Via Trieste una specie di via dell’arte e dei caffè dei bar, dove mentre si gustava un caffè si poteva guardare qualche bella mostra fotografica o di qualsiasi arte. Un mio amico mi diceva che bisogna coinvolgere i giovani qui a Civitavecchia, perché le loro energie non vanno sprecate se con le loro energie non costruisci loro lo useranno per distruggere ….si poteva fare una gara tra i giovani, per esempio come vorresti vedere via trieste, date le vostre idee, adotta una strada,etc etc, la gente bisogna coinvolgere perché quello che manca è il senso civico. Se non c’è coinvolgimento non ci sarà senso civico e a quel punto gli esempi toscani rimarranno solo esempi vuoti e basta. Anche il tanto ambito turista prima almeno la passeggiata a Via Trieste l’ha fatta dopo aver fatto la foto al pescatore disegnato sul muro del palazzo adesso si gira e se ne va perché con tutte quelle macchine non si può nemmeno camminare sui marciapiedi e loro hanno paura delle macchine italiane per loro questo e far west! Altro che tassa sui turisti, bisogna dare a loro e ai civitavecchiesi negozi e posti validi dove spendere quei pochi soldi che rimangono!

    Reply

Leave a comment