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Caratteri in grassetto

Caratteri in grassetto

Alla fine si legge, si scrive, si riflette…

Difficilmente si azzecca una che dico una, ma si continua nonostante tutto e tutti…

Sì, perché è facile, per noi italiani, dare aria alle tonsille e salire sul primo sanpietrino divelto per enunciare questa o quella teoria… Ecco, siamo passati da un paese di annunciatori ad un paese di enunciatori, con tanto di stuolo al seguito pronto a dar vita alla claque che giustifica tanto sforzo… poi?

Poi alla fine si torna tutti al proprio ovile e si aspetta che il pastore distribuisca il pappone.

Cari amici che leggete e che magari nemmeno avete il CORAGGIO di commentare… è proprio così: chi mette la faccia e soprattutto le opere sulle proprie idee rischia di fare la fine di Giordano Bruno. Certo, ora Campo de’ Fiori è uno splendido scorcio della Capitale, ma ancora esistono le gogne, soprattutto mediatiche, e ve lo dice uno che di gogne se ne intende… Iniziano a farti terra bruciata intorno, a non farti più lavorare, a dirti di pensare bene a ciò che scrivi e a cosa fai… E poi… poi alla fine ti danno la soluzione: c’è quella persona che ti vorrebbe parlare…

Ecco, la trafila è completa, tutto perché, come al solito, non ti sei tenuto il cecio in bocca (spesso usano anche altri termini più efficaci, ma l’idea rende abbastanza anche così).

Purtroppo per me, il mio cecio l’ho sempre sputato e ho fatto anche molto rumore mentre sputavo, ho sempre detto e scritto ciò che il Cuore e il Cervelletto mi suggerivano. Ed ora? Ora mi ritrovo come un vecchio e storto ferro di cavallo arrugginito, tra l’incudine e il martello a prendere sprangate ovunque, ma ci sta, non posso mica pretendere i tappeti con petali di rose, in fondo non ho mai praticato l’arte del salamelecco…

Credo proprio di dover imparare ancora tanto dalla vita, circondarmi di amichetti per bene e solari… non incazzati e facinorosi come me… col rosso dentro che non accenna a sbiadire…

Che razza di caratteraccio…

“Non so davvero dire se sia una cosa che debbo al mio essere fisico o al mio essere morale, ma la mia anima si appassiona a tutto”

Lettera di Montesquieu a Maupertuis, 25 novembre 1746

Foto di Enrico Paravani ©

Autore: Enrico Paravani

Artigiano, produce tutto ciò che si ottiene dalla trasformazione del legno escluso barche e stuzzicadenti, blogger e fotografo per disperazione.

Enrico Paravani
Written by Enrico Paravani

Artigiano, produce tutto ciò che si ottiene dalla trasformazione del legno escluso barche e stuzzicadenti, blogger e fotografo per disperazione.

2 Comment responses

  1. Avatar
    gennaio 21, 2014

    Mio padre, un non- eroe della seconda guerra mondiale, si fece sette anni di prigionia in terra inglese lavorava in una farmer ad Oxford e negli usi e nelle consuetudini divenne un perfetto inglese… Accadde poi che un ictus gli lesionasse la zona cerebellare, quella a cui Tu ti riferisci, il Cervelletto. Mantenne tutte le sue funzioni psico fisiche, ma per la prima volta lo vidi mangiare , a tavola, un coscio di pollo con le mani… che liberazione ! per la prima volta era ritornata la memoria atavica , l’ istinto e l’ emozione del tuo Cervelletto !!

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    • Avatar
      gennaio 21, 2014

      istinto ed emozione, a volte mancano entrambi, ma se vanno di pari passo sono capaci di cose strabilianti

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