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#carodiario: meglio scemi che…

#carodiario: meglio scemi che…

Sapete a cosa stavo pensando? Stavo pensando all’espressione dell’italico medio quando non sa darti una connotazione politica.

Un’espressione di siffatto stupore, ma con connotati diversi, la si trova in natura solo il 15 d’agosto durante i fuochi d’artificio. Dura mediamente dai cinque minuti al per sempre e, ovviamente, ti segna a vita come “quello che non prende posizione”, traduzione: sei uno privo di idee.

Sembra un giudizio insopportabile come una carie in serie, ma peggio del “privo di idee” c’è “il terreno coltivabile”.

Molti vedono in te un campo iperfertile dove piantare le loro sementi di politica da banco. Li vedi intenti a cercare di farti un buchino nel cervello per infilarci un po’ di propaganda spacciandola per alto valore politico, dove il bene del popolo è al primo posto. Primo posto dopo i tre must have: poltrona, stipendio e figlio sistemato in PA.

Per decorare il proprio leader si spingono in pertugi linguistici che provocherebbero un autocombustione del vocabolario della Crusca, nemmeno sanno il significato delle parole che si sentono sgambettare nella bocca, ma il loro maschio alfa è così, ne sono sicuri! Ci mettono tre etti e mezzo di cuore, si impegnano a tal punto che alla fine ti sembra di aver sentito la biografia recitata di un’entità astratta prodotta da una fusion tra San Pietro e Steve Jobs. E poi scopri che invece è qualcuno di tua triste conoscenza, avendolo subito sia come persona che come sindaco. Ti si infiamma la prostata. Se sei una donna, prima ti cresce e poi ti si infiamma.

A questo punto potresti essere indotto a fare una semplice quanto logica domanda: “Ma se Candidato Tizio è come lo descrivete voi, mi spiegate perché in tot anni di regno non ha risolto l’emergenza abitativa… come diceva in campagna elettorale. Non ha dato lavoro… come diceva in campagna elettorale. Non ha nemmeno avviato un programma per il turismo locale… come diceva in campagna elettorale. E alla fine c’ha solo portato altri guai… come diceva degli altri in campagna elettorale?”

Risposte tipiche:
a) “Eh, ma chi c’era prima gli ha lasciato un buco in cassa che se ci infili una mano tocchi le bocce ad una cinese a Shanghai!”

b) “Hai visto quanto è bello il Bacio alla Marina?”

c) “Sei populista!”

Più un’altra serie di espressioni non verbali che denotano la fatica degli interlocutori nel far capire a te, povero stolto, quanto ti sbagli su tutto, pure sulla marca del tonno in scatola che compri abitualmente.

Lì cominci realizzare che forse preferiresti essere giudicato uno privo di idee, così, giusto per non doverti prendere l’onere (e l’onore) di mandare a quel paese loro e quello nelle cui chiappe hanno infilato la faccia, ma soprattutto per evitarti l’ennesima discussione che rasenta lo zero intellettuale.

Torna indietro, torna a quell’espressione dissenterica e lasciati giudicare come uno privo di idee, magari pure scemo, non ti crucciare se ti considerano tabula rasa, in questi casi devi far prevalere l’istinto di sopravvivenza, prendila come un’opera di bene. Loro tornano a casa felici e tu spendi quei venti minuti a vivere la vita, che, credimi, è corposa pure se non hai una connotazione politica ben definita, ma ideali, valori, idee e coraggio per metterli in pratica.

Alla vigilia delle elezioni regala loro uno di quei spazzolini che puliscono anche la lingua, ne hanno sempre un gran bisogno…

Foto di Enrico Paravani ©

Autore: TerzaStrada

La voce di chi sa che la forza degli uomini liberi sta nel pensiero e nella parola.

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