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Pescatori di uomini

Pescatori di uomini

“Quello a cui dovremmo tendere è un bene non apparente, ma reale, duraturo e più intimamente bello. Dobbiamo trovarlo.

Eppure non è lontano: occorre solo sapere dove tendere la mano.

Molto spesso ci accade di passare accanto a ciò che cerchiamo e, come se camminassimo al buio, non ce ne accorgiamo: inciampiamo in quel che ci occorreva e distrattamente passiamo oltre”.

Seneca

Hola bella gente… Proprio vero… Si perde troppo tempo a cercare ciò che si ha a portata di mano e si dimentica che ciò che occorre è li, proprio sotto i nostri piedi.

Mi è capitato spesso di andare alla presentazione di libri che avevano come argomento Legalità ed Antimafia. Sono sempre belle serate. L’impegno si respira e si tocca con mano. I veri valori, quelli che fanno la differenza tra il vuoto e il concreto, sono tangibili. Le parole scivolano in quelle presentazioni come fiumi di positività e si parla di Mafia senza parlare di sangue di stragi, di violenza.

Ad una di queste presentazioni, tempo addietro, uno degli organizzatori ha paragonato la Mafia alla pizza. A suo dire, la criminalità organizzata, come fosse un prodotto tipico della gastronomia nazionale, necessita dei suoi ingredienti: politica, affari e complicità delle persone “perbene”. Il terzo è quello che permette ai mafiosi di poter contare sempre su una certa omertà di parte, di un silenzio-assenso, di una strizzatina d’occhio che non dà fastidio.

Ormai è finita da tempo la Mafia della coppola e della lupara. Le nuove organizzazioni si muovono in perimetri completamente diversi da quelli tradizionali, hanno il macchinone, giacca e cravatta, si attorniano di politici servili e soprattutto, hanno il favore di liberi professionisti assoldati alla causa.

Ecco questa cosa mi ha sempre fatto pensare che, invece di cercare tanto altrove il nostro impegno quotidiano, forse sarebbe meglio iniziare nel nostro piccolo, denunciando e facendoci portatori sani di legalità.

Il pescatore di uomini, di evangelica memoria, non faceva altro che mettere la propria faccia su un messaggio “altro”, da portare come testimonianza vivente di un mondo diverso. Esattamente quello che “a parole” tutti auspicano, ma… e mi fermo. Non voglio essere troppo cattivo. Non ne vale la pena…

Chi vuole capire capisca. Chi vuole vedere oltre questa foto avrà già visto…

Tutto il resto sono solo “chiacchiere e distintivi”, come diceva qualcuno!

 

Autore: Enrico Paravani

Artigiano, produce tutto ciò che si ottiene dalla trasformazione del legno escluso barche e stuzzicadenti, blogger e fotografo per disperazione.

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Enrico Paravani
Written by Enrico Paravani

Artigiano, produce tutto ciò che si ottiene dalla trasformazione del legno escluso barche e stuzzicadenti, blogger e fotografo per disperazione.

1 Comment responses

  1. Avatar
    settembre 20, 2013

    non solo l’occhio di TerzaStrada, anche penna!

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