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Presupposti rivoluzionari

Presupposti rivoluzionari

Al centro dell’etica c’è il senso di responsabilità di fronte al mondo, essere nel mondo come responsabile è lo sviluppo ulteriore di quella sapienza morale, la coerenza con la coscienza più che con la legge.

In questo momento viviamo un senso personale che esaspera questo stato di responsabilità, buttandolo alle ortiche o facendone baluardo di democrazia assistita.

Siamo la prima generazione, nella storia umana, le cui scelte possono veramente condizionare tutto il domani del mondo. Il futuro intero della specie umana è plasmato da decisioni prese in questi anni: mai successa una cosa del genere! Ecco perché la nostra responsabilità assume dimensioni smisurate e anche ossessive, fino a produrre in molte coscienze una nevrosi dovuta allo scompaginamento degli equilibri tradizionali; da perderci il sonno e da non vivere tranquillamente quello che quotidianamente è il nostro stare su questo mondo.

Prima non era così, ogni gesto, ogni decisione era rivolta a un futuro migliore, di progresso reale, di benessere sociale e condiviso.

Oggi non è più così, si pensi al pericolo nucleare sempre dietro l’angolo, alla finanza creativa devastante per le famiglie, alle scelte industriali di delocalizzazione, all’uso sconsiderato delle risorse naturali.

Tutti mostri che si stanno ritorcendo contro le generazioni seguenti alla nostra.

Scenari che fanno pensare a un pessimismo cosmico di stampo leopardiano, ma che in fondo stanno sotto gli occhi di tutti ogni giorno, sempre che si apra un giornale o si ascolti con attenzione un TG.

La vera sapienza, la vera nobiltà morale, la vera perfezione intima, si ha quando, rifiutando la morale dominante, noi accettiamo un principio di condotta che è omogeneo a quello che ha portato la morale dell’ amore e dell’ amore non violento. Il porgi l’altra guancia di evangelica memoria, nient’altro è che una rivoluzione sotto tutti i punti di vista, sconvolge, scompiglia i piani, destabilizza le coscienze e, cosa forse più importante, provoca ammirazione! La non violenza partecipativa non si può insegnare, non si può nemmeno costringere in codici e manuali, è uno spazio di creazione della coscienza personale.

Una rivoluzione simile non può essere affidata né al Papa né ai Ministri, tantomeno ai Presidenti del Consiglio, di qualsiasi colore si tratti.

È una rivoluzione interiore, deve sbocciare nel proprio intimo per far cambiare le coscienze e le condizioni di vita altrui, anche a rischio della propria.

I nostri figli ce ne saranno grati.

Buona vita clandestini

“Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri. e se voi avete il diritto…di insegnare che italiani e stranieri possono lecitamente anzi eroicamente squartarsi a vicenda, allora io reclamo il diritto di dire che anche i poveri possono e debbono combattere i ricchi. e almeno nella scelta dei mezzi sono migliore di voi: le armi che voi approvate sono orribili macchine per uccidere, mutilare, distruggere, far orfani e vedove. Le uniche armi che approvo io sono nobili e incruente: lo sciopero e il voto”.

Don Lorenzo Milani

Foto di Enrico Paravani ©

Autore: Enrico Paravani

Artigiano, produce tutto ciò che si ottiene dalla trasformazione del legno escluso barche e stuzzicadenti, blogger e fotografo per disperazione.

Enrico Paravani
Written by Enrico Paravani

Artigiano, produce tutto ciò che si ottiene dalla trasformazione del legno escluso barche e stuzzicadenti, blogger e fotografo per disperazione.

1 Comment responses

  1. Avatar
    novembre 20, 2013

    H. Jonas, Il principio responsabilità. Un ‘ etica per la società tecnologica ( 1979). M. Weber, La politica come professione ( 1919).

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