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Scrivo come al solito di getto, pecco come al solito di sintassi e grammatica, ma mi sento di scrivere perché ho un peso sullo stomaco e non riesce né a salire né a scendere.

Indignarsi non basta più, non basta più nemmeno il Lutto Nazionale (chi porterà le 350 e passa bare? Se mai si ritroveranno i resti di quei poveri cristi?), la falsa costernazione e il rammarico andatelo a porgere a chi sa bene che farsene, a me non basta più.

Non basta più perché l’Immigrato è per la legge italiana CLANDESTINO  a prescindere, perché abbiamo una legge, la Bossi-Fini per l’appunto, che è discriminatoria a prescindere, perché il nostro modo di interpretare le leggi viola costantemente la nostra Costituzione e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1948 che nell’art. 13 enuncia:

1) ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato;
2) ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi Paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio Paese.

Quindi non mi basta più vedere le facce contrite di politici avvezzi a mettere su la maschera di circostanza quando dovrebbero far ben altro per evitare simili tragedie, e sanno benissimo cosa fare, ma non lo fanno:  perché?

Per questioni di consenso popolare, per troppo tempo si è gridato che l’immigrato era da cacciare, che rubava il lavoro agli italiani, che era un terrorista, uno stupratore, un trafficante di droga, un carnefice, che non rispettava le leggi del paese che lo ospitava.

Tutto questo perché?

Perché il clandestino è ricattabile, è, come si dice dalle mie parti, “tenuto per le palle“, senza visto senza soggiorno, senza alcun DIRITTO, diventa carne da macello, sottopagato nei lavori più umili, succube a ogni sorta di vessazione, costretto a fare la vita del topo in angusti locali sub-sub-sub affittati in nero a cifre improponibili.
Ecco chi sono i disperati che arrivano da noi “popolo libero”, eredi del Diritto Romano, portatori sani di Democrazia in tutto il mondo, discendenti diretti di Padri del Diritto Internazionale.
Eredi incapaci di stracciare quell’abominio che è il REATO DI CLANDESTINITÀ, vero responsabile delle morti in mare, nei cantieri, negli appartamenti a causa di stufe a gas mal funzionanti.
Riappropriaci del Riconoscimento alla Dignità di Ogni Individuo, sarebbe il primo passo COERENTE di un Paese che si definisce Civile.
Abbiamo tanto da fare ancora, e le carrette non credete che smetteranno di arrivare, con o senza passeggeri.

Abbiamo fatto circolare liberamente Denaro e Merci, per gli esseri Umani non ci siamo ancora attrezzati!

“Quando i governi opprimono e sfruttano fanno il loro mestiere e chiunque gli affida senza controllo la libertà non ha il diritto di meravigliarsi che la libertà sia immediatamente disonorata. Se la libertà è oggi umiliata o incatenata, non è perché i suoi nemici hanno usato il tradimento, ma perché i suoi amici hanno dato le dimissioni.”

Albert Camus, Pane e libertà, 1953

Autore: Enrico Paravani

Artigiano, produce tutto ciò che si ottiene dalla trasformazione del legno escluso barche e stuzzicadenti, blogger e fotografo per disperazione.

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Enrico Paravani
Written by Enrico Paravani

Artigiano, produce tutto ciò che si ottiene dalla trasformazione del legno escluso barche e stuzzicadenti, blogger e fotografo per disperazione.

3 Comment responses

  1. Avatar
    ottobre 04, 2013

    Giorgio Napolitano ha detto: «siamo ormai dinanzi al succedersi di vere e proprie stragi di innocenti» e che «non si può girare attorno alla necessità assoluta di decisioni e azioni da parte della comunità internazionale e in primo luogo dell’Unione Europea».
    Il programma Fei (Fondo Europeo per l’Integrazione dei cittadini di Paesi terzi) per l’anno 2013 ha previsto € 36.956.522,00 destinati al nostro paese… Come si stanno utilizzando? Quanto di questo stanziamento è andato a beneficio della gente migrante che ha avuto a che fare con il nostro paese?
    La sconfitta sarebbe quella di sapere che il grosso di questo denaro e stato intascato da italiani che con il loro onesto lavoro hanno portato avanti le loro famiglie; producendo un libro, scrivendo un articolo, traducendo un documento, inbiancando centri di prima accoglienza, comprando vettovaglie, ideando pubblicità per campagne di governo a sostegno degli immigrati ecc. ma questo popolo migrante cosa effettivamente ha ricevuto da noi italiani? Il presidente del nostro paese prima di battere cassa mostri in maniera comprensibile e trasparente cosa ne abbiamo fatto dello stanziamento ricevuto.
    Il Presidente della nostra comunità nazionale ormai è curvo sui suoi ideali che si leggono sui libri di storia o sono inglobati in qualcosa che non prevede più nè confini nazionali tanto meno una retorica locale ottusa e ignorante. Se poi Usiamo soldi pubblici per lutti nazionali, carri funebri lussuosi e bare firmate forse faremo inorgoglire i parenti di poveracci morti disperati e terrorizzati, ma come europei? C’è poco da essere orgogliosi.

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  2. Avatar
    ottobre 05, 2013

    mah, io sinceramente, piuttosto che indignarmi nei confronti del reato di clandestinità, vero responsabile delle morti in mare, delle morti nei cantieri? ( a me sembra che molti italiani muoiono nei cantieri, molti imprenditori si sono uccisi nelle loro fabbriche) mi porrei domande su come mai sono costretti a fuggire dalle loro terre.
    Perché le persone, di qualsiasi colore o nazionalità, sono costrette ad andare via in modo più o meno drammatico dalla propria terra NON per scelta, ma per necessità?

    In secondo luogo, sarei un pó più scettica sul dichiararci “popolo libero” eredi del diritto romano………mi sembra che tu sia rimasto un po’ indietro rispetto alle vicende che stanno accadendo negli ultimi anni, temo che sebbene originariamente vantassimo quella condizione, ormai da tempo stiamo orientando la nostra esistenza verso modelli di popoli che vivono in condizioni peggiori e non viceversa.
    E trovo che non sia casuale.

    Inoltre se dobbiamo parlare di ricerca di consenso politico, bé non só se mi fanno più ribrezzo quelle facce scalmanate con le bandiere verdi o coloro che riempendosi la bocca di uguaglianza, sono le prime che ti guardano con disprezzo solo perché non hai un paio di hogan ai piedi, ma hanno tanta, tanta nostalgia del loro eskimo.

    Comunque lungi da me la volontà di tifare per qualcuno, sono contraria a qualsiasi squadra, l’unico pensiero che secondo me dovrebbe prevalere é il rispetto dell’essere umano, qualsiasi essere umano.
    Qualsiasi razza, sesso, condizione, qualsiasi scelta religiosa, sessuale, etc. etc. Avere rispetto del prossimo comporta la perdita di significato di ogni squadra a discapito di coloro che hanno interesse a crearle a fomentarne il contrasto, e sono gli stessi che oggi fanno un minuto di silenzio e si battono il petto con tanta enfasi.

    ecco a me questo fa un po’ schifo, questo é il mio pensiero per quello che può valere

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  3. Avatar
    ottobre 05, 2013

    I parlamentari devono rispondere ad Amnesty International:
    http://www.ricordatichedevirispondere.it/punti/punto-3-migranti/

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