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Vite a perdere

Vite a perdere

Opzione Game Over

Tempi duri. Soli. Difficoltà. Sfiducia. Delusione. Rabbia. Buio.

Sono tempi difficili, in cui chi rimane indietro viene travolto inesorabilmente dal carrozzone dei problemi.

Una società che ha perso di vista l’obbiettivo primario della vita: la felicità.

Ci si trova a pranzo, a scuola, a lavoro con persone che provano ad esprimere tutto il loro disagio, ma non sappiamo più capirle.

Abbiamo perso l’olfatto, abbiamo perso il tatto, abbiamo perso i sensi e la sensibilità correndo dietro a qualcosa che non esiste.

Ma siamo veramente sicuri di essere nati per correre? O forse il nostro compito è quello di usare la ragione?

Assisto inerme ogni giorno a scene di ordinaria follia, in cui, sempre più persone, disperate, ti si avvicinano chiedendoti non più una moneta, ma qualcosa da mangiare, un lavoro per mantenere la famiglia, un aiuto perchè lo Stato li ha lasciati soli.

Chi fa un lavoro come il mio, costantemente al pubblico, si rende conto del dramma che si sta vivendo in questo momento.

E la comunità che fa?

Molto spesso si gira per non vedere, perchè così è più comodo. E nella delusione, nello sconforto e nella rabbia c’è chi decide che ne ha abbastanza.

E qualche volta ci tocca anche da vicino, facendoci capire che nessuna comunità è esente da questi problemi: giovani, anziani, padri di famiglia di ogni estrazione sociale, tutti accomunati dalla disperazione.

Bisogna capire che nessuno può essere felice se non può condividere la felicità con il proprio vicino, famigliare, amico... Non ha senso!!

La felicità è condivisione tanto quanto lo è l’amicizia. E’ poter raccontare qualcosa di bello ed essere sicuri che chi ci è vicino possa capirlo.

La felicità si coltiva con un buongiorno la mattina, con un qualsiasi gesto d’amore che possa illuminare il viso di chi ci è vicino.

Bisogna saper ascoltare ancor prima di parlare, bisogna imparare ad amare, solo così potremmo finalmente sconfiggere il buio dell’anima.

Foto di Enrico Paravani ©

 

Andrea Palmieri
Written by Andrea Palmieri

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