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Visioni sotto il cielo stellato di Civitavecchia

Visioni sotto il cielo stellato di Civitavecchia

#TerzaStrada riceve e pubblica la lettera firmata da Roberta Galletta*

Il 14 febbraio 2014 lo ricorderò come uno dei giorni più belli della mia vita. Non solo perché nel giorno di San Valentino ho rinnovato la mia promessa d’amore alla mia città, Civitavecchia, con la presentazione nell’aula massima della città, la Pucci, della seconda edizione del mio primo libro “La Darsena Romana- Il Porticciolo di Civitavecchia”, ma perché sono stata davvero felice.

E’ stato uno dei giorni più belli della mia vita. Se ci penso i giorni davvero belli, quelli in cui tutto l’universo ha cospirato con me affichè io realizzassi i miei desideri, per dirla alla Paulo Coelho, sono pochi ma davvero memorabili. Ci ho pensato proprio mentre lasciavo l’aula Pucci carica di emozioni e andavo a casa dopo un pomeriggio davvero straordinario. E ricordando quei giorni uno per volta ho trovato in essi come fil rouge che li univa l’amore per la mia città, Civitavecchia.

Il primo lo ricordo ancora bene, il 30 marzo 2001, quando ho discusso della mia tesi di laurea sulla storia dei teatri di Civitavecchia e ho realizzato il sogno di coronare gli anni di studi universitari su un argomento che univa la passione per la ricerca storica sul teatro con quella sulla storia della mia città, il secondo, il 22 settembre 2006, quando proprio grazie a quello studio ho iniziato a lavorare per il mio Teatro Traiano, il terzo, il 14 settembre 2009 quando è nata Aurora, illuminando il mio buio e dandomi il motivo, la ragione, la speranza e la forza di lottare per lasciarle una Civitavecchia più bella, il quarto, il 31 ottobre 2009 quando ho presentato la prima edizione di questo libro e ho realizzato davvero un sogno bellissimo, quello di scrivere di Civitavecchia per la mia città, il quinto, il 1 giugno 2011 quando ho festeggiato il mio quarantesimo compleanno alla Frasca in una serata in cui la pineta e la spiaggia erano bellissime, dopo cinque anni di intense battaglie fatte grazie all’aiuto prezioso di due persone straordinarie che mia hanno insegnato tutto quello che sono diventata, Simona Ricotti e Alessandro Manuedda, per salvarla dalla cementificazione selvaggia del Terminal Asia, il sesto, il 5 giugno 2012, quando ho firmato la mia nomina ad assessore all’Ambiente del mio comune e ho cercato di fare un servizio per la mia gente, fiera ed orgogliosa, nonostante tutto, e ieri, il 14 febbraio, quando ho presentato la seconda edizione della Darsena.

Forse perché è l’ultimo in ordine di tempo ma ovviamente lo ricordo come il più bello e il più intenso di emozioni.  O forse perché questo libro è la somma di anni di impegno, di amore verso Civitavecchia. E di visioni incredibili e meravigliose della nostra città che oggi sembrano così impossibili da realizzare perché siamo da anni ostaggio dell’abbrutimento visivo ma soprattutto morale ed etico al quale le anime nere che governano Civitavecchia cercano di condannarci. Visioni che invece possono essere realizzate grazie all’impegno di tutti e che ritrovo nei ricordi in ognuno di quei giorni belli della mia vita. Perché proprio in ognuno di quei giorni ho realizzato ognuna di quelle visioni. Perché tutto quello che ho fatto negli ultimi venti anni della mia vita è stato fatto con il solo ed unico pensiero rivolto alla mia città e alla realizzazione di tutto quello che di bello e di bene si può fare per la propria terra e la propria gente. Ogni respiro, ogni pensiero più bello, ogni battito più forte del mo cuore è stato dedicato alla mia Civitavecchia. E in questa continua opera ho sempre trovato la mia forza e il mio coraggio, come una sorta di ricarica che mi ha permesso di non abbassare mai lo sguardo e l’attenzione sulla mia città. Ogni tanto mi chiedo perché sono fatta così, mi interrogo se forse sarebbe stato meglio un percorso diverso per me. Però poi sorrido dei miei dubbi, perché io sto bene e sono felice così.

Davvero, non sento l’esigenza di cambiare o ambire ad altro. Perché non ho bisogno di altro né di essere diversa da come sono. Vivo di poche cose materiali, ma non rinuncerei mai ai miei libri, alla mia penna, gioisco di una bella giornata di sole, di un sorriso di uno sconosciuto o di un abbraccio un bambino. Io sono questa. E il libro è pieno di questi sentimenti, di me, che mi sono nascosta tra le sue pagine, tra i nomi importanti e le immagini meravigliose di Civitavecchia prima del diastro dei bombardamenti. Io sono dentro il libro, accanto alla mia città, protetta nel suo sinus interior, il suo porticello, sicura e al riparo dagli abissi e le trappole del mondo, da dove prendo ogni giorno la forza, l’energia e il coraggio per andare nel mare della vita per combattere Senza Paura e realizzare le mie visioni. Io sono questa e niente altro, fatta di passione, amore, istinto. E oggi ho davvero trovato la mia Terza Strada per dare corpo e materia alle mie visioni. Sotto un cielo che dopo anni ha finalmente mandato via le nubi e ha fatto posto e alle stelle più belle, splendenti e visionarie capaci di realizzare il vero cambiamento per la nostra Civitavecchia.

* visionaria civitavecchiese

Foto di Enrico Paravani ©

TerzaStrada
Written by TerzaStrada

La voce di chi sa che la forza degli uomini liberi sta nel pensiero e nella parola.

1 Comment responses

  1. Avatar
    febbraio 17, 2014

    un’ottima presentazione, minuziosa, attenta a tratti commovente, Brava Roberta…con la speranza che presto si possa “riemergere” e ricreare un clima sereno senza arrivismo, più sano e salutare per la Nostra Civitavecchia!
    in bocca al lupo e… Diamoci da fare!
    Greta

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