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#carodiario: Pantanelli e il sogno di bambino

#carodiario: Pantanelli e il sogno di bambino

Caro diario, sai a cosa stavo pensando? Stavo pensando a Massimo Pantanelli e ai nuovi “antibuchisti”.
Ma sì, quelle persone che fino a ieri giravano per la città con i paraocchi equini e dopo la vittoria di Cozzolino, via paraocchi e benvenuta vista bionica! Con la nuova app riescono a vedere buche nell’asfalto pure sul flautolento Giove.

Le vedono, le fotografano e le pubblicano su Facebook chiedendo lo scalpo dell’assessore Pantanelli. (O del suo spirito.)

Vorrei prenderli in giro sbudellandomi dalle risate pensando a quanto amavano i crateri in era Mecozzi, ma in fondo hanno ragione: Civitavecchia è uno scolapasta. Eviti una baby-buca e ti ritrovi a volare dentro ad un cratere con lo stile di Patrick De Gayardon, ma senza ali e senza orologio fighetto. Pantanelli no limits.

Allora comincio a sospettare che Massimo Pantanelli si diverta a vedere la gente risucchiata dalle strade. Cioè, lo immagino nascosto al Pincio mentre si gratta la barbetta e sghignazza pensando alle decine di ammortizzatori che perdono la vita ogni giorno o alle vecchiette con i femori perennemente ad un passo dal crack che fanno slalom tra le buche come Tomba sulle Dolomiti.

Deve essere per forza così, altrimenti non si spiega il motivo per cui l’assessore non avvia il rifacimento delle strade.

Qualche voce fuori campo afferma che non ci sono soldi nemmeno per pregare. Sarà, però, vedi, a me viene un dubbio impellente perché qualche settimana fa ho letto che nelle casse del comune A.C. (Avanti Cozzolino) sono entrati tipo 70 milioni di denari marchiati ENEL, la cui sorte è avvolta in un piumone di mistero che momenti ci credi al solito insaccocciatore seriale terrorizzato dall’eco nelle proprie tasche…  E ora scivola in una tutina aderente facendo il paladino degli ammortizzatori e dei femori, ovviamente urlando su Facebook che Civitavecchia prima o poi imploderà in se stessa a causa dei cinquestelle troppo studiosi e poco fattivi. Disgraziati.

No, ma comunque dobbiamo smetterla di pensare al passato. Lo dicono tutti: bisogna pensare al presente. Il passato, i milioni Enel strizzati nelle “casse comunali” e i soliti sospetti da sindrome da opposizione vanno aboliti, traduzione di dimenticati (cheèmejo): pensiamo al presente e a ciò che non sta facendo l’assessore Pantanelli!

Il manto stradale, ad esempio.

E mentre noi stiamo qui ad annusare improbabili risposte sul Pantanelli temporeggiante, una vecchietta in attesa della visita per il diabete ha sciolto ogni dubbio: “Ao, e se vede che da piccolo l’assessore sognava de vive in un flipper”.

Ha vinto.

 Foto di Francesca Luciani ©

Autore: TerzaStrada

La voce di chi sa che la forza degli uomini liberi sta nel pensiero e nella parola.

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