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La Città d’Incanto

La Città d’Incanto

È la città che ti accoglie e  ti fa innamorare per il suo clima e le sue bellezze.

È la città-vecchia.

È la città con più di 2000 anni di storia sulle spalle.

È la città-porto degli Imperatori e dei Papi.

È la città delle terme romane e degli affreschi negli appartamenti.

È la città degli anarchici e degli arditi del popolo.

È la città che è stata invasa, maltrattata e distrutta ma che ha sempre saputo ripartire dalle sue macerie.

È la città dei campioni.

È la città dei cervelli brillanti e degli artisti.

 

Ma non è solo questo.

 

È la città delle servitù: energetiche, portuali e perfino militari.

È la città del posto all’Enel, alla provincia alla regione e al ministero o, se si è particolarmente “fortunati”, all’Autorità Portuale.

È la città che dimentica i suoi campioni e gli mette a “disposizione” strutture sportive da terzo mondo.

È la città dei cervelli fuggiti, dei creativi stroncati sul nascere, degli artigiani dimenticati, delle eccellenze emigrate.

È la città del traffico caotico.

È la città dei morti per tumore, della disoccupazione, dei rifiuti.

È la città che nonostante abbia due centrali elettriche, un porto tra i primi in Europa ed aziende di “rilevanza internazionale” si trova perennemente in crisi o sempre in crisi occupazionale.

È la città del cemento.

È la città con centinaia di appartamenti costruiti ed invenduti ma con un emergenza abitativa continua.

È la città che finge di essere aperta ma che nello stesso tempo si chiude a riccio su se stessa.

È una città ostaggio di una politica, locale e nazionale, che non è in grado, o forse non ha l’interesse, di vedere un po’ più in là del quinquennio di carica istituzionale.

È la città del ritorno al futuro che assomiglia tanto, troppo, al recente passato.

 

È una città miope, stanca e a tratti sfiduciata.

Una città che a voce vuole cambiare ma, nel profondo, è ancorata all’immobilismo.

È una città ostaggio della sua stessa gente.

Non c’è cura a questo tranne che una: il cambiamento. Quello vero.

 

Foto di Enrico Paravani ©

 

Autore: Francesco Fortunato

Tecnico per formazione, ribelle per nascita.

Francesco Fortunato
Written by Francesco Fortunato

Tecnico per formazione, ribelle per nascita.

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