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#privilege: la fame oltre la rete

#privilege: la fame oltre la rete

In Italia c’è crisi. 
Sembra una verità incontrovertibile. Individui ridotti ad avere un telefonino da trenta euro invece che un iPhone nuovo di pacca. È dura dover direi ai propri pargoli che l’ultima release di scarpa nike non si può comprare, allora si fanno i debiti perché altrimenti le madri degli altri chissà cosa pensano, ci dovessero prendere per purciari che mandano in giro i figli vestiti come zingari!

Su Facebook, lo sclero da crisi è cosa quotidiana. Nessuno ha più soldi per campare, ma una connessione veloce per farlo sapere a tutti c’è sempre, sia lodata Santa Alice.

Poi, però, ci sono quelli che la crisi la sentono nello stomaco, mentre la fame sbrana loro il cervello, perché la fame non fa tanti complimenti, non è educata, non chiede permesso, si siede e mangia. Mangia persone che passeggiano sul fondo del baratro domandandosi costantemente come sarà il sole di domani, se ci sarà o farà freddo come oggi e come ieri, ma soprattutto se loro lo vedranno.

Cosa succede quando un nugolo di lavoratori ridotto alla fame, causa mancato stipendio da mesi, decide di uscire da Facebook e di reclamare ciò che gli spetta di diritto?

Succede che si accampa nel cantiere dove ha costruito un mostro marino che non prenderà mai il largo e ci passa giorni. Giorni e notti. Al freddo.

E la maggior parte della città tace.
Fa bagni di omertà.
Ma continua a parlare su Facebook di crisi e di soldi mancanti.

“Hai sentito cosa stanno facendo gli operai della Privilege?”
“Ah sì… ma tanto è inutile!”

Stanno facendo l’unica cosa che è in loro potere.

Torni sui social e trovi orde barbariche di persone che si complimentano con i manifestanti di mezzo mondo, perché loro sì che sanno come si fanno le proteste, mica come in Italia che all’una tutti a casa ché so’ pronte le cotiche!

Ma quando anche qui in Italia qualcuno si mette sulle spalle una protesta non solo giusta, ma anche assolutamente pacifica e disperata, senza tornare a casa proprio perché tanto non ci sono né cotiche né trippa per gatti, cosa facciamo noi?

Semplice, ignoriamo, poiché tanto è tutto inutile e online continuiamo a bestemmiare contro la crisi, contro i capi che non pagano, contro i clienti che non saldano, contro chi non ci dà retta, contro chi non fa niente per cambiare il sistema, tra di noi, assicurandoci per bene che chi deve non leggerà mai. Ci pesa il retrobottega pure quando dobbiamo condividere un semplice link per raccontare una storia come quella degli operai Privilege, così, tanto per fare in modo che almeno sconfini da quel reticolato di silenzio in cui sono stati recintati.

È vero, la crisi c’è, ma non è mai tanto bollente e maledetta come l’indifferenza.

Foto di Enrico Paravani ©

Autore: TerzaStrada

La voce di chi sa che la forza degli uomini liberi sta nel pensiero e nella parola.

TerzaStrada
Written by TerzaStrada

La voce di chi sa che la forza degli uomini liberi sta nel pensiero e nella parola.

2 Comment responses

  1. Avatar
    aprile 07, 2014

    ridicoli… la maggior parte di quelli che protesta non riceve lo stipendio da solo un mese e mezzo! in italia e a civitavecchia c’è chi sta molto peggio! andate a lavorare!

    Reply

  2. Avatar
    aprile 07, 2014

    E vero !!! E la cosa surreale che appaltatori che hanno ocupato cantiere nn dipendenti di Privilege !!! Ma andate lavorare !!! Senza pretendere adesso sussidi dallo stato a carico di tutti noi !!! Cercate vi un’altro lavoro se siete capaci !!! Vergogna !!!!!!

    Reply

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