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Seconde (o più)  Visioni

Seconde (o più) Visioni

Fuori fa freddo, tanto freddo, per ingannare il tempo e me stesso decido di andare al cinema, il sano vecchio luogo dove tutto cambia forma e la magia del buio aiuta a superare i momenti “down”.

Ho passato intere giornate al cinema, ho visto di tutto e, grazie al grande schermo, mi sono ripreso da mille ferite e legnate. Ho fatto a pugni con Bud Spencer e Terence Hill, ho Kungfungato con Bruce Lee, ho sorriso col Postino di Neruda, ho viaggiato nello spazio e nel tempo con Kubrick, tutto in un pomeriggio.

Terapeutica la sala cinematografica, terapeutica fino a quando… Non ti ritrovi a vedere un film già visto, attori, scene, trame, tutto già visto, un film che conosco a memoria.

Non mi emoziona nemmeno un po’, tutto scontato, conosco le battute a menadito: il giochino del Buono e il Cattivo non regge, il film non decolla mai, ci si aspetta da un momento all’altro un colpo di coda che salvi il salvabile, ma non arriva mai.

Possibile che non ci sia niente di nuovo in uscita?

Mi alzo dalla poltrona di finto velluto, e nel buio pesto della sala, cerco di prendere la via dell’uscita. Inciampo una, due, tre volte, non cado; alla fine riesco a rivedere la luce.

All’ingresso non c’è più nessuno, la signorina dei biglietti è andata, idem per l’uomo dei popcorn, tutti scappati, si sono stancati anche loro delle storie trite e ritrite.

Le locandine, vecchie e ingiallite dal tempo, scollate dal muro, si agitano schiaffeggiate dal vento di tramontana che dà rasoiate sulla pelle, come vele lacerate. La delusione di ciò che ho visto è devastante.

Necessito di storie nuove, di nuove sceneggiature, di attori e non di comparse, di luci e non di candele.

Una produzione come si deve e non capitali arrivati non si sa bene da dove, un copione degno di questo nome, l’improvvisazione lasciamola fare a chi ne è veramente capace.

Esigo che mi si racconti una storia dove anche io posso fare la mia parte e non solo la comparsa che si accontenta di un cestino per pranzo.

L’ultimo film è stato un fiasco clamoroso, non ha retto nelle Sale Cittadine nemmeno il tempo per mandare la pubblicità tra un tempo e l’altro, purtroppo il casting è stato fatto con attori sulla via del tramonto e senza la giusta verve da mettere in campo, non sempre l’esperienza paga, soprattutto con progetti a lunga durata.

Mi incammino verso casa, so che può sembrare paradossale, ma quattro passi controvento a volte sono la cosa migliore per schiarirmi le idee, mi alzo il bavero del cappotto mi accendo una sigaretta, metto le mani in tasca alla ricerca di un po’ di calore e col vento che mi spettina tutto, in questo freddo pomeriggio di inverno anticipato, mi vedo come in quella foto di James Dean, solo su questa strada, a cercare di comprendere se è un film o la cruda realtà quella che sto vivendo! E io non sono James Dean!

Foto di Enrico Paravani ©

Autore: Enrico Paravani

Artigiano, produce tutto ciò che si ottiene dalla trasformazione del legno escluso barche e stuzzicadenti, blogger e fotografo per disperazione.

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Enrico Paravani
Written by Enrico Paravani

Artigiano, produce tutto ciò che si ottiene dalla trasformazione del legno escluso barche e stuzzicadenti, blogger e fotografo per disperazione.

2 Comment responses

  1. Avatar
    novembre 29, 2013

    Ma tu sei sicuro che l’hai visto fino alla fine sto film? Ero anche io al cinema e sono convinto che ci sarà un finale a sorpresa….oppure no. 😉

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    • Avatar
      novembre 29, 2013

      purtroppo devo dire che l’ho visto tutto, al cinema ci stavo e porca miseria quando sono uscito il gelo mi ha avvolto come il Generale Inverno di lontana memoria.
      Ho resistito fino ai titoli di coda che non mi hanno nemmeno meravigliato un po’, e lo dico con rammarico, speravo in un altro film

      Reply

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